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Pollino Music Festival - sipario

E per tetto un cielo di (bau)stelle

Si è appena conclusa l’edizione del Pollino Music Festival più caratterizzata dall’incertezza meteorologica. Incertezza che invece, da undici anni, non esisite minimamente nei confronti della qualità delle espressioni (non solo) musicali in programma, come la costante affluenza di pubblico pagante dimostra di volta in volta.
Anche ieri sera le nuvole si sono affacciate San Severino Lucano, ma ci ha pensato Nathalie, artista emergente italo-belga, ad allontanarle definitivamente con la sua splendida voce accompagnata, alternativamente, soltanto da note di chitarra e piano. L’apertura era stata affidata ai Bandog, altra promessa stavolta lucana, che non si accontenta della musica ma vi intinge elementi di letteratura e teatro. Poi l’uragano (sonoro, s’intende) dei Poppy’s Portrait ha scosso le gambe del migliaio di spettatori presenti con frammenti di indie e post rock.
Infine, sul cielo del Pollino hanno brillato i Baustelle. Sull’onda del recente successo, la band di Francesco Bianconi ha seminato estratti del recente “La malavita”, ma anche qualche pezzo più vecchio, sotto l’erba del campo sportivo di San Severino, regalando ai presenti un’esibizione precisa e ordinata.
Bilancio dunque più che positivo per l’undicesima edizione del Pollino Music Festival, nonostante un avvio a singhiozzo a causa del maltempo che, per sole ragioni di sicurezza, ha impedito l’esecuzione di Mad Professor e Giuliano Palma. Picco di presenze, circa quattromila, nella serata di sabato con Bisca, Zulù e Bandabardò.
Prossimo prezioso appuntamento targato Multietnica a Latronico per “Terme Live”, il 19 agosto con P.G.R. e il 20 con Jolaurlo e Krikka Reggae, anticipati da tre gruppi emergenti lucani risultati vincitori dal concorso “Anteprima Terme Live”.