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Otto secoli di calendari

Lunari, almanacchi, agende e datari...

Dal 16 dicembre, fino a meta’ febbraio, in Palazzo Stanga, a Cremona, e’ allestita un’esposizione di quasi 1800 tra lunari, almanacchi, agende e datari, ma anche messali, datari, libri di preghiere e orologi, che dal 1350 arrivano fino ai giorni nostri.

Per introdurre la mostra, poi, sono stati realizzati circa 40 pannelli con immagini di calendari molto antichi e necessari per un completo percorso storico-didattico. Cosi’ come sono stati riprodotti i manoscritti - prima dell’invenzione della stampa - con copie di preziosi libri d’ore, libri di preghiere medioevali, prodotti per ricchi committenti.

Nelle stanze nobili del prestigioso palazzo del XIV sec. i visitatori potranno partecipare a un evento unico in Italia che raccoglie, accanto alla collezione Persico, anche importanti esemplari provenienti dall’Archivio Barilla di Parma e dalla collezione privata di Alberto Milano.

All’allestimento ha collaborato anche il Gruppo Astrofili di Cremona. Una testimonianza preziosa per rivelare al pubblico il mistero del tempo e gli sforzi che l’uomo ha compiuto per catturarlo. Il percorso espositivo vuole tracciare l’evoluzione dell’uso del calendario quale strumento originario per misurare ed organizzare “il tempo”: senza trascurarne i contenuti culturali e gli aspetti grafici e tecnologici dei processi di stampa. Il tempo che serve all’uomo, il tempo del riposo e del lavoro, del gioco e dell’istruzione, il tempo della vita, che da sempre l’uomo ha tentato, invano, di ordinare e dominare.

Premessa al calendario e’ stato lo studio degli astri e dei fenomeni astronomici che portarono alla determinazione dell’anno lunare e dell’anno solare, le due forme ancora in uso oggi (principalmente la seconda), che nel corso dei millenni hanno subito modifiche sostanziali in relazione alla suddivisione dell’anno e alla composizione dei giorni. Inizialmente ridotti all’essenziale per le indicazioni e per la parte decorativa, nel corso dei secoli, i calendari si arricchirono di elementi illustrativi piu’ raffinati che ne rendevano piu’ gradevole l’aspetto.

Si deve tener conto, infatti, che almeno per la durata dell’anno questi oggetti rimanevano in vista nell’ambiente nel quale erano affissi, acquisendo quindi anche una funzione propriamente decorativa. La durata limitata, non gioco’ a svantaggio dell’abilita’ dei tipografi e del genio degli artisti che li realizzarono.

Fortunatamente alcuni esemplari di quest’arte considerata minore, oggi molto rari e preziosi, si sono salvati e ora possono essere raccolti e resi noti ad un pubblico piu’ vasto. La storia del calendario e dell’almanacco e’, cosi’, espressione anche dell’evoluzione stessa delle tecniche di produzione e del gusto estetico che le caratterizzava. Dai primi prodotti delle tipografie che utilizzavano soprattutto le decorazioni incise su legno, le xilografie, realizzate coniugando sapientemente linee nere a spazi bianchi, e che raffiguravano Gesu’, la Madonna e i santi, si giunse all’inserimento delle incisioni in rame. Quella dell’incisione su metallo e’ un’arte ricca di segreti e di piccole astuzie che utilizzando tratti sottili, punti e chiaroscuri riesce a giungere ad una tale perfezione dell’immagine, da renderla sempre piu’ vicina alla figura reale. Il bisogno di colore si e’ potuto talvolta soddisfare attraverso sapienti tocchi d’acquerello.

L’immagine acquistava elementi figurativi che si allontanavano via via dalla tradizionale iconografia religiosa, arrivando anche a riprodurre scene che trovavano la loro origine nei miti, nei fatti storici o in momenti di vita quotidiana.

Sorprendenti sono quei piccoli almanacchi di inizio ottocento, muniti di tavole fuori testo, quasi sempre poste all’inizio, che ci presentano immagini che raffigurano gli eterei abiti di quel tempo, con una tenue coloritura all’acquerello. Figure di moda ma che il cromatismo rende preziose come miniature. Le tecniche tipografiche divennero piu’ evolute e sofisticate, la stampa in oro e in rilievo, l’uso di infinite tonalita’, rendevano sempre piu’ raffinate, eclettiche ed in certi casi vistose ed accattivanti, le produzioni di calendari ed almanacchi.

La produzione si differenziava anche in relazione al possibile uso del calendario. Incominciano ad essere utilizzate le agende e i diari che sono l’emblematica conseguenza di una percezione piu’ razionale del tempo. Il tempo rappresenta il vero limite di uno dei principali fattori di produzione, il lavoro, quindi, deve essere misurato ed organizzato con una precisione finalizzata al raggiungimento di una maggiore efficienza. Ugualmente, sono entrati nell’uso corrente i calendarietti minuti, da tenere nel portafogli o nella borsetta o i maliziosi calendarietti del barbiere che avrebbero potuto indurre a comportamenti trasgressivi.

Anche la pubblicita’, il grande persuasore occulto, entra nella scena attraverso questa nuova forma di diffusione. Per un anno in case, negozi ed esercizi pubblici, attraverso un calendario dai vivaci colori messo in buona vista, e’ garantita la presenza del marchio di quel particolare bene di consumo con l’aspettativa di esiti fruttuosi. La diffusione dell’immagine del prodotto facilitava, tra tutti, la sua individuazione e il prodotto stesso entrava, cosi’, senza difficolta’ e con successo nelle preferenze e nella eccessiva scelta del potenziale consumatore.

Ma anche per questi pezzi la durata era effimera, l’anno dopo, terminata la funzione, finiva tutto tra la carta straccia. Proprio per queste ragioni, il frutto del notevole, non facile e lungo lavoro di ricerca, pezzo per pezzo, degli elementi che costituiscono la straordinaria collezione presentata a Cremona appare ricca di motivi di interesse.

Mostra organizzata da Provincia di Cremona
Persico Europe

Con il patrocinio di
Regione Lombardia. Culture, Identita’ e Autonomie della Lombardia

In collaborazione con
APIC - Associazione Promozione Iniziative Culturali di Cremona

Palazzo Stanga
via Palestro, 36 - Cremona

Orari: Lunedi’ - sabato ore 9-13;15-19. Domenica e festivi ore 10-19. 24 dicembre 2006 ore 10-13
25 dicembre 2006 e 1 gennaio 2007 chiuso
Ingresso libero
Guida della mostra: euro 5,00
Catalogo e guida della mostra: euro 30,00