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Pace separata

Words by Fernanda Pivano, pictures by William Willinghton, lights by Marco Nereo Rotelli

Per raccontare la pace, il grande sogno di Fernanda Pivano, il Comune di Rovereto in collaborazione con Dreams Creek, presentano in anteprima mondiale la mostra Pace separata di Fernanda Pivano, William Willinghton e Marco Nereo Rotelli, che sara’ inaugurata il 16 dicembre 2006 a Rovereto (TN).

Ho fatto una pace separata.

Vi siete mai chiesti qual e’ stato il piu’ grande sogno di Fernanda Pivano? La pace e’ stato il grande sogno di Fernanda Pivano, da quando all’eta’ di quattro anni ha chiesto ai suoi genitori “che cos’e’ la pace?”, da quando in carcere ha iniziato a firmare “pace e amore”, da quando ha imparato dagli Indiani il saluto della pace. Un sogno che ha condiviso con i suoi grandi amici di sempre, da Ernest Hemingway “il primo grande eroe della pace”, ad Allen Ginsberg che la non violenza l’ha imparata dai buddhisti, da Bob Dylan che alla pace ha dedicato un inno, a Fabrizio De Andre’ “il piu’ puro pacifista e il piu’ grande sognatore che abbiamo mai avuto”. Ma non aspettatevi una mostra convenzionale.

Vi vedrete piuttosto una grande installazione che abbraccera’ le principali piazze e strade della citta’ di Rovereto, dove i testi inediti di Fernanda Pivano, che testimoniano il suo grande amore per la pace, convivono con le immagini in bianco e nero di William Willinghton (vintage prints 2 x 3 m) che celebrano il sogno d’amore “con un bacio, con due mani che si stringono, con occhi che hanno dimenticato per un momento la realta’ che li circonda”; e dove le luci di Marco Nereo Rotelli illuminano la citta’ di un azzurro intenso, azzurro “come le fantasie dei cieli, come i mari prima del libeccio, come gli occhi di un’amante, come i sogni di quando si e’ giovani” e le luci azzurre sono squarciate dai versi di poeti provenienti da tutto il mondo, come quelli di Judith Malina, attivista nonviolenta e libertaria del Living Theatre di New York, dalle grida violente di Erika Jong che “amando ha imparato a volare” e dai versi di pace dei poeti Bejan Matur (Turchia), Fawzi Al Delmi (Iraq), Menachen Ganz (Israele), Roli Hope Odeka (Nigeria), Xi Chuan (Cina), Bene Tuki (Australia) e Edoardo Sanguineti (Italia). Un sogno, quello della pace, che Fernanda Pivano ha raccontato anche in un Manifesto della Pace (che a partire da Rovereto, sara’ esposto in tutti i Comuni Italiani che vorranno aderire al progetto) e nel libro Ho fatto una pace separata, un libro con cui Fernanda Pivano racconta “la lezione forse piu’ importante che mi ha dato il mio indimenticato maestro Ernesto Hemingway: <>“.

Rovereto, una citta’ di pace La citta’ di Rovereto porta in se’ da sempre un’autentica e profonda vocazione alla pace. Una vocazione vissuta, coltivata e maturata nel corso del tempo, da quando, dopo essere stata teatro di aspri combattimenti nel corso della Prima Guerra Mondiale, al termine del conflitto ha deciso di fondere il bronzo dei cannoni per realizzare la piu’ grande campana del mondo in segno di pace. La campana e’ stata inaugurata il 4 ottobre 1925 (data simbolica nella quale si festeggia San Francesco, il santo della pace) e benedetta nel 1965 da Papa Paolo VI. Da allora, ogni sera al tramonto, suona cento rintocchi per ricordare i caduti di tutte le guerre e per invocare pace e fratellanza fra i popoli del mondo intero, senza distinzioni di fede o di nazionalita’. “Pace separata” rappresenta, inoltre, la piattaforma di un progetto piu’ esteso che sara’ realizzato dalla citta’ di Rovereto a partire dal prossimo anno.

L’idea di esporre in un luogo differente da una galleria in senso stretto, nasce dalla volonta’ degli Autori di cercare un contatto diretto non solo con il pubblico specializzato, ma anche di avvicinare la gente comune (e i giovani in particolare) in un dialogo di pace. La pace arrivera’, cosi’, nelle piazze, nelle strade, tra la gente e non piu’ confinata nell’ambito delle dissertazioni accademiche; non piu’ limitata dagli stereotipi che spesso l’hanno banalizzata, bensi’ comunicata in modo immediato grazie all’arte che ha “il vantaggio di arrivare diretta ai cuori delle persone, a tutti indistintamente”. Seguendo un modello gia’ sperimentato all’estero con successo da William Willinghton e Marco Nereo Rotella le mostre, si trovano in un luogo di alto afflusso di pubblico dove non e’ necessario acquistare un biglietto, e al tempo stesso le location destinate all’allestimento hanno la facolta’ di valorizzare le immagini favorendone una fruizione meditata. “L’unica cosa importante con l’Arte - sostengono gli Autori - e’ arrivare al cuore della gente”.

Inaugurazione 16 dicembre 2006

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Centro storico - Rovereto (TN)

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