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Domenico Difilippo

Apparizioni 2

Alla Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea, nella piu’ prestigiosa sede espositiva del Comune di Bondeno, espone le proprie sculture ed installazioni Domenico Difilippo.

La mostra intitolata “Apparizioni 2″, che segue “Apparizioni 1″, tenutasi in ottobre a Faenza, restera’ aperta e visitabile fino a domenica 18 febbraio 2007. L’artista modenese presenta una trentina di opere che esprimono la fase piu’ recente dell’artista realizzate dal 2000 al 2006.

testo di Enrico Maria Davoli

L’Angelo, l’lcona e altre storie…
Le invenzioni di Domenico Difilippo ruotano intorno ad una forma che e’ la sintesi di molte forme possibili . Si tratta di una sorta di mandorla oblunga in cui risuona un vasto repertorio di archetipi Essa e’ bocca e sesso, orizzonte palpitante di luce e alone mistico, ferita e palpebra socchiusa, pietra scheggiata e canoa, foglia e petalo. ln altre parole e’ la forma ideale per veicolare, facendoli continuamente trapassare l’uno nell’altro , l’organico e l’inorganico, I’umano e il divino, l’artificiale e i l naturale.

Due sono i modi rispettivamente complementari, in cui I’artista si serve di questo nucleo originario. Da un lato riportandolo al contesto del quadro, con quel che ne discende in termini di rapporto figura-sfondo. Dall’altro collocandolo direttamente nello spazio ambientale, vuoi a parete vuoi a terra vuoi nell’aria, in modo tale da liberare tutto il potenziale dell’illuminazione ambientale, delle ombre portate, dei giochi percettivi.

Per addentrarsi in questa diarchia strutturale, compositiva e semantica torna molto utile rifarsi a due titoli particolarmente emblematici con cui lo stesso Difilippo suggella il proprio lavoro. Angeli e lcone sono, infatti, apparizioni di specie diversa, anche se dal punto di vista del rapporto col sacro esse possono apparirci confinanti e quasi sovrapponibili.

L’Angelo e’ una presenza che giunge dallo spazio esterno, illimitato, metafisico, come del resto ci testimonia il significato della parola anghelos nel greco antico: colui che annuncia, il messaggero. L‘lcona e’ la trasposizione in termini metaforici, linguisticamente codificati, di quell’annuncio, di quel messaggio: dunque una scrittura per immagini, una superficie istoriata di cifre.

Angeli e lcone costituiscono le due polarita’ estreme - quella della presenza flagrante e quella della sostituzione simbolica - della ricerca dell’artista. Entrambi sono ugualmente necessari alla mitologia di Difilippo: ne sostengono la genesi, ne incarnano i significati, ne esprimono l’essenza filosofica. I colori puri, saturi di luce, refrattari ad ogni compromesso chiaroscurale, chiedono allo sguardo di azzardare i l salto nel vuoto, di perdersi e forse addirittura di annullarsi nell’immagine, per identificarsi pienamente con essa. Percorso cosciente o illuminazione improvvisa? Nascita o ritorno al concepimento? Lo spazio pittorico e scultoreo di Difilippo vive di queste duplicita’, di queste tensioni, di questi punti di domanda.

L’occhio non vede, non conosce le risposte, non elabora le strategie di appropriazione della realta’, ma piuttosto ne e’ esso stesso vittima compiacente. E’ quanto sembrano volerci dire due opere realizzate dall’artista ormai trent’anni fa. L’lo marino alla deriva e dleci anni dopo L’lo conservato, in cui I’organo della vista diviene object trouve’, residuo di una vita cosciente che fagocita, insieme agli oggetti, se stessa. Consumandosi nella passione per la vita tutta intera.

Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea
piazza Garibaldi, 9 - Bondeno (FE)