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Erik Ortelli e Mauro Martini

Installazioni

Li presenta un anno fa un’amica comune. Due artisti, due storie, due approcci creativi che insieme catturano la materia e la sublimano in luce. Mauro Martini ed Erik Ferrari Ortelli, la casualità d’un incrocio che non e’ forza centrifuga, ma tensione a potenziare l’opera e scoprirne nuovi accessi. E’ cosi’ che Martini invita Ortelli a partecipare al suo vernissage con opere proprie: -Un gesto di rara generosità per un artista-conferma Ortelli-Da qui la collaborazione: ciascuno mette le sue idee e cresce nel confronto con materiali differenti-. Comincia dipingendo con la luce alcune opere di Martini, poi l’intesa potente e naturalissima che li porta a produrre insieme l’allestimento. Creatività esplosiva e creatività concreta e progettuale, Martini e Ortelli, l’anima bifronte, la materia decantata fino all’innocenza e la luce perenne nel valore assoluto.

Mauro Martini Autodidatta, dipinge con l’immediatezza di un istinto primordiale che s’addolcisce nei fermo-immagine rubati alla vita. Un lavoro febbrile che esplode nel suo studio umbro di Narni: un muro incrostato diventa la magnifica ossessione di Martini, che resta inchiodato li’ per sei mesi e lo riproduce nelle sue linee da interpretarsi.
Erik Ferrari Ortelli Nella vita cura la grafica artistica progettuale per lo Studio di Architettura Morasso, ma la sua storia d’artista arriva da lontano, decanta e matura nei labirinti a latere di un vissuto non comune. Zii scultori, fin da bambino ha bazzicato laboratori, ha respirato e annusato materia in divenire. Gioca con plastilina e pennelli, mescola, schizza, sbozza. Nessuno studio specifico, solo una tendenza naturale che si esprime con facilità e ha l’urgenza di farlo.

La vita lo porta in Africa Orientale dove resta fino al 1986, lavora prima nel settore edile poi nel turismo, organizzando safari e villaggi turistico. Sedici anni di forme e colori che s’incollano agli occhi, un materiale eterogeneo che lo scava come un fiume carsico.

Poi l’altro lungo soggiorno negli Emirati Arabi, a Dubai. E’ qui che nei sette anni di permanenza libera l’anima e raccoglie le intuizioni. Apre un laboratorio artistico di luce e comincia a realizzare sculture usando sorgenti luminose all’avanguardia come led e fibre ottiche.
Dal ‘99 concentra il suo interesse espressivo sulla pittura. Sceglie l’acquarello che gli consente di rappresentare momenti e aspetti sensibili del paesaggio, soprattutto marine, nella consapevolezza kleeiana che il quadro non deve deificare la realtà, ma il suo divenire.
Ma continua ad evolvere i suoi progetti di sculture luminose. Il led come tramite della sua arte lo affascina da subito. Impara a conoscerlo quando non era ancora sul mercato: -I miei primi led li ho avuti da industrie dell’ex Berlino Est che li producevano per l’esercito sovietico. Mi consentivano di disporre di una sorgente luminosa da inserire nei materiali occupando pochissimo spazio. Senza contare che sono luce fredda, hanno un consumo irrisorio e permettono alle mie opere di restare accese dal giorno in cui nascono-.
Inaugurazione ore 19

Casa Galleria
Via Zara, 23/1 - Genova
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