Questo sito contribuisce alla audience di

Paola Sala

Flemish Manga

: E’ il Rinascimento nordico la principale fonte iconografica di Paola Sala. Bellezza distaccata e perlacea di Cranch, linearismo grafico di Dürer.
Fiamminga e’ la minuzia esecutiva, i paesaggi, le figurette sottili, ma soprattutto la tecnica: un olio su tavola che con i suoi colori smaltati ci riporta a momenti di ritrattistica quattrocentesca. L’applicazione non facile della foglia d’oro, con tutti i rimandi all’arte sacra che comporta, e’ ancora un omaggio a questo classico panorama di riferimento. Legno, oro, olio: l’uso della Sala di queste tecniche arcaiche e’ meno eterodosso e trasgressivo di quello che si potrebbe pensare, anzi funzionale alle figure e ai temi da lei affrontati.
Dettagli sia narrativi che simbolici, tutti da individuare, recuperati dall’antica tradizione artistica o da un repertorio personale: spille, borchie decorate, fili che si intersecano, mosche che si posano. Questi oggetti a volte di difficile comprensione, convivono insieme ad icone e accessori del contemporaneo, immediatamente riconoscibili. Un mondo di crudeltà surrealista che si mescola al decorativismo bamboleggiante della cultura grafica giapponese: pop-surrealism, lowbrow. Le problematiche contemporanee, come quella ossessiva verso il corpo (ovali perfetti e corpi esili) sono filtrate attraverso l’estetica ironica e kitsch del manga e dei santini cristiani, da cui Sala riprende l’iconico taglio ex-voto. Un divertissement che mantiene tuttavia una sua aura di sacralità grazie alle figure protagoniste.
Muse inquietanti, valchirie, maddalene, Bratz, fashionistas: donne assorte in se’ stesse, distaccate e astratte dalla realtà con pose ieratiche, icone della storia femminile passata e presente.
Lanscape PM-10: All’immobilità dei personaggi si contrappone una Natura in tumulto, quasi un Turner post atomico. Attenzione allo sfondo: montagne descritte minutamente che ci ricodano ancora esempi fiamminghi, cieli atmosferici, mai sereni, percorsi da polveri sottili PM10. Una natura deserta, malarica abitata da una tribu’ di amazzoni ormai adattata a queste condizioni: la pelle e’ bianchissima, a causa di un sole artificiale, occhi che cambiano colore, perennemente sgranati, volti gonfiati che si librano sopra lo strato di inquinamento.
Le donne di Sala sembrano sopravvissute agli effetti tossici nucleari: bambole russe post-Cernobyl, bambole manga post-Hiroshima.

Furio Rinaldi
http://artcatablogue.blogspot.com

Paola Sala nasce a Como nel 1976. Studia e si diploma in pittura a Milano presso l’Accademia di Belle Arti di Brera nel 2000 con una tesi sulle illustrazioni per bambini. Intraprende poi la carriera di illustratrice e decoratrice viaggiando per l’Europa , in particolare nei paesi scandinavi. Dopo un periodo sperimentale trova dal 2005 la propria dimensione artistica.

Inaugurazione mercoledi’ 5 dicembre ore 18

via Eustachi, 13 - ingresso via Stoppani 15/c Milano
da lunedi’ a sabato ore 11:00 - 19:30 su appuntamento

Argomenti