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Giancarlo Maule

Love & life

Il pendolo dell’arte va e Giancarlo Maule, diploma di Accademia, ma prima di tutto pittore nato, dimostra di conoscere le oscillazioni e sa orientarsi sicuro tra i corsi e i ricorsi, non sempre facili, dell’arte contemporanea. Per Maule la pittura non e’ modo di vivere e nemmeno una passione culturale, ma e’ vita, con tutte le sue passioni e la sua cultura, intese autobiograficamente nel modo piu’ vero e profondo: i suoi quadri ci narrano la sua vita, il suo amare e il suo soffrire.

Una pittura rigorosa, non disposta a concedersi per nulla a false emozioni o a sentimentalismi epidermici, ricca di richiami, come tutta la migliore pittura contemporanea, ma non per questo manieristica; sempre personale nelle soluzioni tecniche, ma radicata nella fenomenologia espressiva degli ultimi decenni.
Per Maule il punto di partenza puo’ essere posto nelle ricerche post-concettuali, che si esplicano dopo gli anni ‘70. Una delle risposte e’ il citazionismo dei classici, l’arte colta, l’anacronismo o addirittura l’ipermanierismo: non mancano in mostra alcune opere che si collocano in questo ambito, ispirandosi non al manierismo kitsch, ma ai grandi rinascimentali.

Piu’ della figuratività a Maule interessa il percorso tipico dei post-moderni, sempre ambiguamente in bilico tra iconico ed aniconico, dove il presentare prevale sul rappresentare. Egli sa restituire agli strumenti della pittura, dopo gli anni -freddi’ del concettuale, il colore, l’emozione ed il calore del gesto, della manualità, dell’artigianalità. Alle stesure anonime, industriali e piatte subentrano, sulle sue tele, impasti cromatici poderosi, composti con materiali terrosi e sabbia, intrisi su garze contorte e combuste. Non manca nell’implosione calda, tipica dei nuovi pittori, una componente neo-pop, un richiamo non raro alla ricerca picassiana, nell’uso di lettere stampatello, negli inserti a collage di figure, fotografie e pagine scritte. Notevole in questo contesto la serie di opere ispirate alla musica e dalla musica: omaggi ai grandi maestri, testimonianze di come i confini classici delle arti siano collassati e momenti di vita tradotti sulla tela, con gestualità immediata ed automatica; emozioni dirette, senza mediazione raziocinante: automatismo eterodiretto dalla forza ispiratrice di Euterpe. Di questa serie fanno parte alcune tele bianche, attraversate da pastose e materiche tracce di pittura nera, che strutturano la superficie con effetti di intensa drammaticità e rimandano all’ opera di Franz Kline, dalla tavolozza limitata al bianco e nero e dall’immagine drasticamente limitata.
In tema di riferimenti, una delle piu’ importanti reazioni al concettuale, si e’ registrata in Germania con Kiefer, autore studiato e amato da Maule, che ripercorre la strada di un espressionismo storico dai toni cromatici ancora piu’ accentuati e dalle grandi dimensioni. Maule sa operare su questo registro emotivo e sensoriale della pittura, con esiti mai banali, esprimendo nei casi piu’ fortunati, una poderosa forza interiore, una potenzialità didascalica e semantica, capace di indicarci quanto un uomo possa amare e soffrire.
Giorgio Parena

Inaugurazione 22 febbraio 2008 ore 18-21

Galleria Civica Palazzo Opesso
via San Giorgio, 3 Chieri (TO)
Orari: feriale 16-19, sabato e festivi 10.30-12.30 e 16-19

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