Cinque mostre

Eurasia. Dissolvenze geografiche dell'arte / Germania contemporanea. Dipingere e' narrare / Il trittico del 900 / Giuseppe Capitano / La Raccolta Talamoni

Eurasia
Dissolvenze geografiche dell’arte
Progetto e curatela generale di Achille Bonito Oliva
Con la collaborazione di Lorenzo Benedetti; Iara Boubnova; Cecilia Casorati; Hu Fang; Christiane Rekade; Julia Trolp
La settima edizione di MANIFESTA, Biennale itinerante europea di arte contemporanea, sarà ospitata nel 2008 dalla Regione Autonoma Trentino-Alto Adige.
Nello stesso periodo il Mart presenterà la mostra Eurasia. Dissolvenze geografiche dell’arte, che si terrà nella sede roveretana del Museo di Arte Moderna e Contemporanea dal 28 Giugno al 16 Novembre 2008.
MANIFESTA 7 prevede progetti espositivi a Fortezza, Bolzano, Trento e Rovereto. Insieme alla mostra Eurasia, questi appuntamenti faranno del Nord Italia e della nostra regione un’area nevralgica per la riflessione sullo scenario della piu’ attuale ricerca artistica contemporanea.
L’ambizioso progetto espositivo Eurasia nasce da un’idea di Achille Bonito Oliva, che curerà la mostra affiancato da un team internazionale, composto da Lorenzo Benedetti, Iara Boubnova, Cecilia Casorati, Hu Fang, Christiane Rekade e Julia Trolp.

La mostra
Secondo il progetto di Achille Bonito Oliva, che si avvarrà della collaborazione di alcuni giovani curatori internazionali, la mostra presenterà una visione dell’arte capace di -bucare- ogni identità separate e indicare la possibilità di un’arte scorrevole tra Europa e Asia, -Eurasia- appunto.
Il titolo dell’esposizione e’ ripreso dal nome dato da Beuys a una serie di performances eseguite tra il 1966 e il 1968, e rappresentato in mostra dal video Eurasienstab, 1967, realizzato il 9 febbraio 1968 al Wide White Space di Anversa.
Nel 1967, l’artista tedesco con un apposito Manifesto aveva fondato lo stato fittizio di Eurasia. Una visione geografica e, insieme, espressione di una nuova e complessa identità artistica, non piu’ territoriale e autarchica, ma centrata sul mondo e sull’uomo.
Un territorio aperto, Eurasia, senza limiti fisici e dogmatici: la rappresentazione geografica dell’utopica fusione tra realismo occidentale e misticismo orientale, il luogo della totalità non ancora dispersa. Il termine -dissolvenze-, ripreso dal linguaggio cinematografico, vuole evidenziare lo sfumare da un territorio geoculturale all’altro, inteso come superamento del concetto separato di confine. Arte totale, nuovo umanesimo e responsabilità etica sono le parole chiave di un progetto che risulta sorprendente se riconsiderato nella sua evoluzione dagli anni Sessanta fino ad oggi, da Beuys all’ultima generazione. Alcuni argomenti fondamentali dell’opera di Beuys - il multiculturalismo e l’aspirazione ad un’arte totale, l’attitudine allo sconfinamento, e il -concetto ampliato dell’arte- - trovano infatti un puntualissimo riscontro nel lavoro degli artisti della giovane generazione.
La mostra, dunque, vuole evidenziare il superamento di un’arte puramente performativa a favore di una riflessione che recupera contenuti e tematiche del nostro tempo, vere e proprie emergenze, ed affermi come valore la coesistenza delle differenze.
La riflessione di Achille Bonito Oliva prende le mosse dall’idea che sia possibile confrontarsi in prospettiva storica con l’opera di Beuys rileggendola e ri-progettandola.
L’esposizione traccerà un percorso originale attraverso il panorama artistico dell’Eurasia e individuerà atteggiamenti e progetti che reagiscono all’estetizzazione del quotidiano e all’abuso di realtà, proponendo una complessità linguistica che assomma espressioni diverse. La constatazione che il modello di nuovo umanesimo di Eurasia viene effettivamente ripreso oggi da molti giovani artisti assegna alla mostra non solo il compito di documentare il loro lavoro, ma anche l’ambizione programmatica di schierarsi dalla parte di un’arte che recupera finalmente una forte attenzione alla realtà, e che la traduce in piccole utopie, tra desiderio e speranza ecologica di migliorare la qualità della vita.
Se e’ vero, come sostiene nel suo saggio Achille Bonito Oliva, che -l’eccesso di indifferenza duchampiana e l’edonismo performativo di parte dell’ultima generazione possono comportare non tanto l’hegeliana -morte dell’arte-, quanto piuttosto quella del pubblico-. Eurasia. Dissolvenze geografiche dell’arte si pone quindi l’obiettivo di recuperare una maggiore attenzione a temi attinenti al sociale, e di promuovere l’arte totale dei giovani di un ideale continente che scorre senza soluzione di continuità dall’Europa fino all’Asia.
Coordinamento organizzativo Elisabetta Barisoni Julia Trolp

Germania contemporanea
Dipingere e’ narrare. Tim Eitel, David Schnell, Matthias Weischer.
A cura di: Gabriella Belli e Achille Bonito Oliva
Per la prima volta in Italia, alcuni tra i piu’ interessanti protagonisti della giovane pittura tedesca: dal 28 Giugno al 26 Ottobre 2008, con il titolo -Germania contemporanea. Dipingere e’ narrare-, una mostra di circa 120 opere presenterà, una accurata selezione di dipinti di Tim Eitel, David Schnell, e Matthias Weischer. Il progetto e’ di Gabriella Belli e Achille Bonito Oliva con la collaborazione di Julia Trolp. Formatisi negli anni -90 alla Hochschule für Grafik und Buchkunst di Lipsia, questi giovani artisti, nati tutti e tre all’Ovest, hanno vissuto con grande partecipazione il clima di massima creatività che la città, ed in particolare gli ambienti artistici legati proprio all’accademia d’arte seppero esprimere dopo la caduta del muro di Berlino. Allievi intelligenti di una tradizione che all’interno della Hochschule aveva ottenuto proprio nella pratica pittorica i risultati piu’ interessanti, Eitel, Schnell e Weischer conquistano ben presto una loro precisa autonomia e, mettendo a profitto gli insegnamenti accademici, affrontano con spirito davvero innovativo il grande tema della pittura, approdando ad un linguaggio figurativo di vera originalità. Il ritratto, il paesaggio, la pittura d’interni, questi sono i generi che nei quali i tre giovani pittori diventano ben presto riconosciuti maestri.
Yervant Gianikian e Angela Ricci Lucchi
Il trittico del ‘900
Video-opere in memoria della Grande Guerra
MartRovereto, dal 28 giugno 2008 al 31 agosto 2008
Noti per la loro particolare sensibilità nei confronti dei temi storico-politici, la coppia Gianikian-Ricci Lucchi da ormai 30 anni incentra il proprio lavoro su un forte messaggio di pace e di denuncia delle profonde contraddizioni che le guerre, la società di massa e la piu’ recente società globalizzata hanno prodotto nella nostra vita quotidiana. Nel 2002 sono stati invitati dal Mart a realizzare una Trilogia di video, a commento delle fasi piu’ significative della storia della cultura artistica del ‘900: dagli orrori della Prima Guerra mondiale alla funesta spensieratezza della società di massa, dalla povertà crescente dei cosiddetti Paesi in via di sviluppo alle piu’ recenti e drammatiche vicende del terrorismo internazionale. Yervant Gianikian e Angela Ricci Lucchi hanno offerto con il loro lavoro una straordinaria testimonianza di quanto l’arte possa colpire, attraverso i propri linguaggi, la coscienza individuale, imponendo a ciascuno una ineludibile riflessione etica. I loro lavori sono conservati, tra l’altro, nella videoteca del MoMA di New York, nel British Film Institute, nella Cine’mathe’que Française di Parigi, nel Film Museum di Amsterdam, nella Cine’mathe’que of Canberra.

Giuseppe Capitano
Qualcosa di giallo
A cura di Martina Cavallarin
Project Room: 28 giugno 2008 - 24 agosto 2008
Il programma dedicato ai giovani artisti under 35, con il quale il Mart presenta la giovane arte contemporanea italiana e internazionale, prosegue nel 2008 con una Project Room dedicata a Giuseppe Capitano.
Scultore dalla mano leggera, ironica e fortemente antiretorica, Giuseppe Capitano (Campobasso 1974) e’ un artista romano che ha scelto canapa e marmo come materiali privilegiati, ai quali sostituisce, di volta in volta, ferro, legno, ma anche polistirolo, tessuto, spugna o plastica.
Le sue opere hanno sempre un forte impatto poetico: sono vestiti, armature, mani artigliate, o volti tribali, costruiti da Capitano in forme monocolori, meta-oggetti con un forte senso dello spazio per una ricerca costante ed ossessiva della pratica scultorea contemporanea.

La Raccolta Talamoni
Al centro dell’Informale europeo
MartRovereto, dal 28 giugno al 17 agosto 2008
Immagine: Allestimento al Mart di Chiharu Shiota, His Chair [La sua sedia], 2005. 750 vecchie finestre, 1 sedia, vetro rotto, h 650 cm, ø 400 cm Courtesy dell’artista

Conferenza stampa di presentazione Giovedi’ 26 Giugno 2008 alle ore 12.00
Interverrà Achille Bonito Oliva

Comunicazione
Mart:
Responsabile Flavia Fossa Margutti
Ufficio stampa:
Luca Melchionna 0464.454127 cel 320 4303487 Clementina Rizzi 0464.454124 fax. 0464.430827 press@mart.trento.it
Skira:
Lucia Crespi 02 89401645 e-mail: lucia@luciacrespi.it
Informazioni e prenotazioni
numero verde 800 397 760
tel. +39 0464 438 887
Inaugurazione venerdi 27 giugno alle 18
MartRovereto
Corso Bettini, 43 - 38068 Rovereto (TN)
Orari
mar. - dom. 10.00 - 18.00
ven. 10.00 - 21.00
lunedi’ chiuso
Biglietti
intero: euro 10
ridotto: euro 7
gratuito fino a 18 anni e sopra i 65
scolaresche: euro 1 per studente
biglietto famiglia (valido per tutti i componenti di un nucleo famigliare): euro 20
gratuito per gli Amici del Museo

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