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Andreas Raub

Il borgo e le colline vesimesi

L’appuntamento estivo di casa Brondolo-Gastaldi, nella saletta di Visma, richiama quest’anno una promessa e un impegno dei fondatori di questo sodalizio privato: invitare i nativi e i residenti ad un piu’ accorto, educato confronto con il paesaggio e la storia di queste terre, stuprate ogni giorno da cialtroneria e rozzezza di gusto; e coinvolgere in questa rivisitazione i sempre piu’ frequenti visitatori d’oltralpe.

La nostra valle, tramite dei commerci e dei pellegrinaggi tra il mare e l’Europa, ha conosciuto altre -invasioni-, e non sempre amiche: dai saraceni che la ridusse a deserto, ai mastri da muro svizzeri che la illustrarono di chiese e di sculture ammirevoli; con l’ultima guerra, passarono da noi, alleati e camerati per alcuni, nemici feroci per altri, gli uomini dell’esercito germanico: con la loro paciosa bonomia i soldati della Wehrmacht; con le lucide follie alcuni disertori confluiti nelle bande partigiane; con la risentita applicazione della legge di guerra in casi estremi. Cinquant’anni dopo, aperta la Via Mala dagli svizzeri tedeschi verso la val Bormida, un’altra pacifica invasione di genti germaniche s’e’ andata sparpagliando su queste colline: la Sonnenstube, il salotto del Sole, la terra dei limoni fioriti si apriva per loro molto prima di quanto ci si aspettasse.
Andreas Raub, un giovane artista quarantenne di Münster in Westfalia, la città della pace della Guerra dei Trent’anni, quella che dal 1618 al 1648 aveva lasciato segni e cicatrici anche da noi (il diroccamento del nostro castello, per dirne una) e’ uno di questi stupefatti innamorati della nostra valle.

Un viso e un candore di fanciullo, un puntiglio estetico che sboccia da una rigorosa e pur umanissima qualità di vita, lo han visto conquistare, l’anno passato, le giurie di due dei maggiori concorsi italiani di grafica incisa, e di quella piccola grafica dedicata che solitamente, con terminologia ormai impropria, si configura come ex libris. Sul lago di Varese e ad Acqui ha ricevuto un secondo premio, su centinaia di concorrenti da tutto il mondo, che a molti e’ sembrato riduttivo dei suoi meriti, appetto di quelli del vincitore italiano. Nei giorni della premiazione, Andreas ha percorso le vie e il contado della nostra cittadina termale a riempire taccuini di schizzi, di gustosi profili, di estatiche carrellate di alberi e prode e castelli. Noi lo vedemmo allora al lavoro, assorbito, incantato dalle bellezze che veniva incontrando: lo invitammo a venire a passare qualche giorno a Vesime, a nutrirsi di altre suggestioni di valle, di borgo e di colli. Andreas ne fu entusiasta; e, raccolto il parallelo invito del prof. Giorgio Frigo che lo aveva scoperto e segnalato, e’ stato fra noi quest’anno, a metà maggio, per qualche giorno. Difficile governare il suo tempo e i suoi itinerari: ogni angolo, ogni prospettiva di questi nostri vecchi muri, di questo nostro verde -finalmente di nuovo trionfante!, lo rapiva ed isolava in un suo mondo affettuoso di riverberi e segni che piovevano sulla carta dalla penna e dal pennello. Per tre giorni, dall’alba al tramonto di quelle smisurate giornate primaverili, ha raccolto suggestioni, ha preparato schizzi, ha percorso ininterrottamente stradicciole, il lungobormida, le colline.

Dopo aver visto in mostra la ventina di acquerelli, la nostra gente potrà meditare con un po’ di rimorso, sulla trascuratezza con cui si tratta e talora si insulta il bene che la natura e i nostri vecchi ci han lasciato e ancora ci offrono: se un tedesco ne e’ cosi’ affascinato, perche’ questo tesoro viene da noi ogni giorno dilapidato, distrutto, ogni forma gentile sbertucciata e irrisa?

Di Andreas Raub proponiamo ancora altre cose, acquerelli, incisioni, lastre, ex libris che caratterizzano la sua produzione degli ultimi anni, fino a opere recentissime, a piccoli capolavori di grafica non ancora apparsi in pubblico. C’e', qui, molto di tedesco, intriso di un amore figliale per il paesaggio della Heimat Westfalen; ma anche un occhio attento al progresso umano e all’industria. E c’e’ ancora, in anteprima!, una piccola incisione dedicata ai prossimi campionati mondiali di ciclismo a Varese.

Visma - Casa Brondolo Gastaldi
via Alfieri, 2 - Vesime (AT)
Domeniche e ferragosto dalle 10,30 alle 12,30. Oppure su richiesta, sempre gradita, suonando al n. 10 di via Alfieri o preannunciandosi allo 0144.89079 o -89055.
Ingresso libero

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