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Nicola Frangione

La voce in movimento

L’esperienza e i concerti di Poesia Sonora con Nicola Frangione sono orientati verso quella che alcuni artisti definiscono: “drammaturgia delle arti”. L’attenzione al gesto come elemento espressivo fondamentale segna in maniera indelebile il suo lavoro. Abbiamo allora una vocalità che, da una parte, partecipa alle performances del corpo, ponendosi alla stessa stregua degli altri elementi linguistici, dall’altra, si manifesta in veste di protagonista, in tutta la sua compiutezza, in una dimensione sonora che si lega al testo e alla musica secondo modalità intermediali, rispettando gli orientamenti fondamentali della “poesia sonora”, ben consolidati in mezzo secolo di prassi e di osservatorio pragmatico.

A partire da “vocecevovoce”, del 1980, Nicola Frangione mette in cantiere lavori che si fondano sull’uso del testo e della musica in chiave sinergica, nel senso che tali elementi non sono semplicemente in un ottica di sola “spettacolarità”, ma vengono costruiti con reciproco sostegno al fine di “rivelare” la voce, di manifestarla “poieticamente”, di manifestarne la sonorità in tutta la sua pregnanza. Si tratta di “poesia del suono”, di un evento sonoro come oggetto artistico, dove testo, voce, musica sono in stretta fusione.

Il corpo, il suono, e i caratteri grafici della parola interagiscono sempre in un animale nomade che si trasferisce in spazi differenti e’ in movimenti dinamici , si modifica anche nella grafica filmica dello spazio-tempo. Nel lavoro sonoro di Nicola Frangione, quindi, si registra un ampliamento ed uno sfondamento dello specifico tecnico; si va oltre il limite della produzione artistica di settore, ma nello stesso tempo e’ possibile ritrovare una “parola totale” che sa raccontarsi e anche farsi guardare, divenendo architettura, costruzione visiva, e poi suono ed eco figurativa di una tensione poetica per poter viaggiare meglio verso orizzonti totalizzanti.
Giovanni Fontana

Stazione di Aur-Ora
Bolzano (BZ)

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