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Roberto Marras

Scomodo ma calmo

-Arti Coatte festival- presso Arthouse Sardinia, lungo I Bastioni Marco Polo n. 40 Alghero (SS), Sardegna.

Scomodo ma calmo: il titolo della mostra cerca di descrivere appieno la narrativa dietro agli undici lavori presentati da Roberto Marras.

Il valore digitale e qualitativo nella sua tecnica di composizione dei lavori, viene portato come strumento non nuovo, ma contemporaneo. Le fotografie digitali prima decostruite e poi ricostruite con l’uso di programmi del computer, vengono riproposte sotto una nuova forma evolutiva e concettuale. Lí dove esse prima raffiguravano e descrivevano una situazione ben precisa, ora sono uno strumento compositivo utilizzato per descrivere un interpretazione emotiva di una circostanza, la quale puó essere la stessa di ció che la fotografia inizialmente rapresentava, o di un diverso momento, indipendente ma comune.

I lavori stampati su carta HahnemÜhle Photo Rag Bright White 310 gsm, usando inchiostri HP VIVERA, di dimensioni sui 100cm x 85cm, innalzano la qualitá delle opere per valore e duracitá, bellezza e presentazione.

I lavori verranno presentati all’interno delle -Arti Coatte Festival- a cura di Valentina Piredda-Sardinia, presso la suggestive location -Arthouse Sardinia-, lungo I Bastioni Marco Polo ad Alghero, Sardegna.

Scomodo ma calmo
Roberto Marras

I lavori ricercano uno stile concettuale ed evolutivo, distaccandosi dalla narrativa propria della pittura figurativa piú conosciuta. Mentre nell’illustrazione tipica il disegno si puó forse considerare come uno strumento per descrivere un momento ben preciso, le opere quí cercano di studiare non la specifica occasione, ma il dentro ed il fuori di un’emozione avuta da essa.

Narrano quindi di un emozione senza descriverla con la sua esatta riproduzione, ma con forme piú libere che non vogliono concludere un discorso figurativo definito.

Le tematiche possono essere le stesse che si trovano nelle arti figurative piú classiche, ma propio per via delle forme ed i colori che i lavori quí proposti portano, le opere ingannano chi le guarda, fornendo domande su cosa questa o quella stia dicendo o cosa questa o quella stia raffigurando. Cosí nel non capire, dopo un pó l’uso della logica viene abbandonato, ed inizia un processo evolutivo di ricostruzione da parte di chi le studia, instaurando un legame piú personale, composto da scambi d’emozioni fra i lavori e lo spettatore.

I lavori pongono la questione se la realtá e’ ció che vediamo o e’ la nostra interpretazione di ció che vediamo, cercando di liberare chi le guarda, distinguendosi cosí dalla rigiditá della narrazione piú precisa tipica della pittura figurativa. Infatti quí troviamo che l’uso di elementi quali tubi, fiori ed altri vengono proposti come strumenti per la composizione e non come argomentazioni precise.

Le opere, proponendo indistinguibili concetti, provano a condividere con chi le guarda sensazioni comuni quali odio ed amore, soluzione e problema, caos ed ordine.
Lí dove ci si trova davanti ad una senzazione cattiva, brutale e drammatica, esse si esprimono con violenza, disperazione e forza.
Ma com’e’ tipico della vita, ci si ritrova anche davanti ad un altro lato dove ci si accorge della bellezza, del bilancio, dell’amore, e della positivitá degl’eventi; cosí i lavori si presentano in maniera bilanciata e composta, a rappresentare appunto, una situazione non favorevole ma sempre emotivamente importante e delicata.

Inaugurazione, Sabato 9 Agosto, ore 20

Arthouse Sardinia
Bastioni Marco Polo 40 Alghero (SS)
tutti i giorni: dalle 19.00 alle 23.00

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