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La Ricerca nel Segno

Attraverso il Futurismo

A cura di Maria Cristina Funghini

catalogo a cura di Maurizio Scudiero

A Roma, la prima mostra per il centenario del manifesto di fondazione del Futurismo e’ quella di Maria Cristina Funghini che al piu’ importante movimento d’avanguardia italiano del secolo scorso dedica l’edizione 2008/09 della Ricerca nel Segno, raffinato appuntamento con il disegno del -900, ospitato annualmente dall’unica galleria della capitale specializzata in questo campo delle arti figurative.

L’ eterogeneità stilistica delle opere in esposizione, trentuno in tutto, realizzate lungo un arco temporale che va dagli albori del Futurismo agli anni Quaranta, pone il visitatore di fronte ad uno dei piu’ evidenti tratti di diversità del movimento fondato da Filippo Tommaso Marinetti rispetto a tanti altri -ismi- dell’arte moderna. Mentre infatti i grandi fenomeni artistici che si impongono a partire dalla seconda metà dell’800 presentano caratteristiche stilistiche comuni a tutti gli artisti di riferimento, uno stile futurista non esiste. Cosicche’ per Maria Cristina Funghini e’ possibile costruire una rassegna -futurista- tutta giocata sul contrasto tra artisti che Maurizio Scudiero definisce -distanti tra loro anni luce in termini stilistici-. I rari incunaboli della pittura futurista realizzati da Giacomo Balla nel 1913, che da soli valgono una visita alla mostra, non sono formalmente apparentabili alle astrazioni immaginiste di Evola, ne’ queste ultime al limpido esercizio costruttivista elaborato da Ivo Pannaggi in Astrazione prospettica del ‘26. Questa polifonia stilistica trova pero’ un armonico punto di accordo nella comune adesione all’idea futurista. Come sottolinea Maurizio Scudiero nel saggio in catalogo, il Futurismo raccontato da questa mostra e’ un movimento dalle tante anime, tutte pero’ scaturite da tematiche fortemente condivise e da -una nuova sensibilità proiettata verso il futuro-.

Altro dichiarato obiettivo della rassegna, che i curatori scelgono di inoltrare nel tempo sino agli anni ‘40, e’ quello di dimostrare come la vitalità dell’idea futurista fosse tutt’altro che esaurita dopo la data, fatale, del 1916, anno della morte di Boccioni e di Sant’Elia. Dimodoche’, se l’attenzione dell’osservatore e’ in prima battuta inevitabilmente catturata dalla presenza di opere degli anni eroici del movimento, i già citati Balla del 1913 o una splendida testa meccanica realizzata da Mario Sironi nel 1915, nel progredire della visita sarà inevitabile lasciarsi conquistare dalla pulsante varietà dei tentativi di ricostruzione futurista dell’universo. L’idea di portare l’arte fuori da gallerie e musei verso la gente e la vita quotidiana trionfa nei coloratissimi studi per elementi d’arredo realizzati da Balla negli anni ‘20, nei progetti architettonici di Mario Chiattone e Virgilio Marchi, nelle scenodinamiche cinematografiche di Tullio Crali e negli inimitabili bozzetti pubblicitari di Fortunato Depero, primo fra tutti quello realizzato nel ‘28 per l’Acqua San Pellegrino. La straordinaria qualità di due Aerovedute dipinte negli anni ‘40 da un pittore ancora non identificato conferma la potenza dell’idea futurista, ancora capace, negli anni intorno al secondo conflitto mondiale, di ispirare piccoli capolavori di inaspettata freschezza.

Tra gli artisti in esposizione:
Roberto Marcello (Iras) Baldessari, Giacomo Balla, Umberto Bonetti, Mario Chiattone, Tullio Crali, Giulio d’Anna, Mino delle Site, Fortunato Depero, Leonardo Dudreville, Evola, Alberto Magnelli, Virgilio Marchi, Pippo Oriani, Ivo Pannaggi, Enrico Prampolini, Gino Severini, Mario Sironi.
Ufficio Stampa Scarlett Matassi - Cell. 347/0418110 - scarlett.matassi@virgilio.it

Studio San Giacomo
Via di San Giacomo, 14 - Roma
Orario di visita: 11-13.30 / 17-19.30
Chiuso il lunedi’ mattina,il sabato pomeriggio e nei giorni festivi