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Silvio Vigliaturo

L'oro del Busento

A cura di Boris Brollo e Federico Bria

Nel 1820 il poeta tedesco August Graf Von Platen trovo’ ispirazione dalla leggenda della morte del re visigoto Alarico I, per scrivere la sua poesia Das Grab im Busento, poi tradotta in italiano da Giosue’ Carducci con il titolo di La Tomba del Busento. La storia ci racconta che, nel 410, in seguito al sacco di Roma, il re ed il suo seguito si recarono nel sud Italia. Colpito dalla malaria, Alarico venne seppellito nel letto del fiume Busento insieme all’immenso tesoro sottratto alla città dei Papi. Non e’ pero’ questo l’oro che ha ispirato queste opere in vetro di Silvio Vigliaturo. L’artista utilizza il fascino che la leggenda ha sempre suscitato nei suoi conterranei, i quali in passato scavavano il letto del fiume, quando questo si prosciugava, nella speranza di ritrovare il tesoro; per mostrar loro, ma non solo, che il vero Oro del Busento e’ l’eredità culturale della Calabria stessa, un tempo parte della Magna Grecia, ed il suo territorio splendidamente vario, un giardino fatto di colori intensi e di gesti quotidiani che ingiustamente rimane ancora nascosto ai piu’.

Il colore di questa terra, del suo cielo, del suo mare, dei suoi verdi sgargianti, torna ad essere l’indiscusso protagonista nella raccolta di dipinti. Dipinti che l’artista non vuole assolutamente definire astratti, e che, al contrario, rappresentano una vera e propria sublimazione del suo pensiero, del suo vivere un territorio che la presenza umana non ha contaminato offuscandone la gamma infinita di tinte, che continuano ad essere le vere brillanti pietre preziose della fortuna di questa regione.

Il lavoro ed il pensiero di Silvio Vigliaturo sono contemporanei - e queste opere ne sono testimonianza -, vivono le tensioni della quotidianità perche’ sempre in movimento alla ricerca di nuove forme da creare e canali da sperimentare. Definito Homo Faber, le sue opere in vetro sono frutto del lavoro compiuto nei forni della sua bottega a Chieri, ideate, interpretate e vissute in un rapporto di simbiosi tra pensiero ed operosità, tra consapevolezza e abilità manuale, tra creatività e pregnanza visiva.

Le due sculture e la raccolta di dipinti, che rientrano nel progetto Bancartis promosso da BCC Mediocrati, sono il tentativo dell’artista di custodire un immenso tesoro, come si narra che il fiume Busento faccia ancora con quello di Alarico, ma esaltandone i colori e le forme attraverso la liquidità del vetro e del gesto pittorico, rendendolo un tesoro finalmente visibile, per affascinare la Calabria di se stessa.

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