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Igor Eskinja

Postproduction


In collaborazione con: Federico Luger Gallery - Milano

È una questione di percezione, o meglio di attenzione.

Entrare distrattamente in uno spazio allestito dal giovane artista croato - una delle presenze emergenti a livello internazionale, come ha ben segnalato Manifesta 7, dove Igor Eškinja (1975) era presente nelle due sedi espositive di Rovereto – potrebbe voler dire calpestare i delicati arabeschi di un tappeto di polvere. Oppure non cogliere la differenza fra una fotografia, accuratissima e di grande formato, che ritrae una installazione e l’installazione medesima nella sua concretezza.

Vi è una costante oscillazione fra ciò che appare come bidimensionale e ciò che è tridimensionale nei complessi interventi, anche se estremamente semplici per i mezzi usati, di Eškinja. La sua indagine si occupa di quella soglia sottile dove la rappresentazione di cose e di oggetti comuni (restituiti mediante contorni, silhouette, pattern, disegni) può confondersi con la loro presenza nello spazio espositivo. Questa oscillazione viene resa ancora più evidente (ed enigmatica) quando i lavori installativi vengono fotografati, e la dimensione effimera dell’intervento, sempre contestuale allo spazio, viene così registrata.

Le fotografie rendono ancora più instabile la relazione fra ciò che è la presenza concreta dell’oggetto, la sua rappresentazione nello spazio espositivo e la registrazione fotografica del tutto. Realtà ed apparenza diventano due termini dai confini indecisi, che si scambiano le parti, dinnanzi ad uno spettatore il quale nell’atto del percepire deve anche percepirsi. Assumendo coscienza di sé, e di quello che sta osservando, con quel lieve soprassalto che permette di accedere ad una diversa comprensione/osservazione delle cose.

Come ha dichiarato Eskinja in una intervista con Antonia Maja?a: “Il mio interesse va al creare una situazione nella quale uno spettatore cercando di bilanciarsi sui limiti dello spazio crea una certa relazione mentale con lo spazio medesimo nel quale si trova in quel momento”.

L’elemento della sorpresa certamente gioca un ruolo nel lavoro dell’artista - originario di Rijeka, con studi compiuti all’Accademia di Belle Arti di Venezia (dove si è laureato nel 2002) - ed è una sorpresa che scaturisce anche dalla povertà dei materiali usati, rispetto alla acutezza concettuale e alla estrema pulizia formale delle sue proposte. Che si relazionano sempre allo spazio espositivo, alle superfici che lo delimitano e formano: le pareti, il pavimento, le soglie.

Dopo le recentissime esposizioni personali tenute in spazi pubblici di grande prestigio (alla Caja de Burgos in Spagna, al Casino Luxembourg in Lussemburgo) la Galleria Contemporaneo è lieta di poter presentare suoi lavori fotografici e installativi, questi ultimi concepiti appositamente per lo spazio di Mestre.

Igor Eškinja (1975 Rijeka, Croazia) vive e lavora fra Fiume, Milano e Venezia. Ha tuttora in corso un’esposizione alla Project Room del Casino Luxembourg. Nel 2008 ha esposto nelle sedi di Rovereto di Manifesta 7 ed ha realizzato una mostra personale al Centro de Arte Caja de Burgos. Ha allestito personali e numerose collettive in Croazia, Spagna, Venezuela e Austria, oltre che in Italia.

Inaugurazione | Opening Venerdi’ 20 febbraio - ore 18.00 Galleria Contemporaneo

Galleria Contemporaneo
Piazzetta Olivotti 2 (Via Piave) - Mestre (VE)
Mar-sab | Tue-Sat 15.30-19.30
Ingresso libero / free admission

Nel web http://www.galleriacontemporaneo.it/