Questo sito contribuisce alla audience di

Valerio Anceschi

La connotazione del ferro

A cura di Anna Comino

Cos’e’ La connotazione del ferro? In che modo agisce sulla costruzione plastica?
Valerio Anceschi prova a spiegarlo attraverso le sue sculture: piu’ che con le parole cerca di darne dimostrazione con le forme, gli spazi, le saldature, le immagini, le suggestioni.

Gli ambienti della Galleria Spaziotemporaneo ospitano una decina di sculture da parete e da terra di medie e piccole dimensioni.
Tutte rigorosamente in ferro. Un ferro con una sua connotazione appunto, -usato-, già formato per uno specifico scopo e sottratto dalla scelta dell’artista alla catena del riciclo che inesorabilmente riconduce in fonderia tutto cio’ che giace inutilizzato.

Una scelta stilistica non priva di ripercussioni, che tende ad evidenziare anziche’ nascondere la -pelle- del ferro: sbavature nel taglio, ruggine, imperfezioni restano a vista. Ed e’ con queste particolari note di seduzione che il ferro cerca di attrarre l’attenzione dello scultore. Intesa che si concretizza con un intervento ponderato di piegature ed assemblaggi, fatto di attese e ripensamenti.

Come sostiene lo stesso artista -e’ il ferro che diventa opera-, e questo avviene nel momento in cui la scultura stessa, trovato il suo equilibrio, esige la sospensione degli interventi e decreta la parola -fine-.

Valerio Anceschi vive e lavora a Milano nato il 14 luglio 1975 diplomato all’Accademia di Belle Arti di Brera di Milano

Inaugurazione Mercoledi’ 4 febbraio 2009 alle ore 18.30

Spaziotemporaneo
Via Solferino, 56 Milano
Orari: dal martedi’ al sabato 16-19,30
ingresso libero Spaziotemporanea Milano

Spaziotemporanea MilanoSpaziotemporanea MilanoSpaziotemporanea MilanoSpaziotemporanea MilanoSpaziotemporanea MilanoSpaziotemporanea MilanoSpaziotemporanea MilanoSpaziotemporanea MilanoSpaziotemporanea MilanoSpaziotemporanea Milano