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Paolo La Motta

Frammenti

L’arte, per Paolo La Motta, e’ un mezzo per poter indagare frammenti di realtà trasfigurati, per ritagliarsi un proprio universo , uno spazio in questa vita caotica, una maniera per vivere una situazione. Una sorta di meditazione sul destino dell’uomo , sul senso delle sue azioni innestata nella personale esperienza di vita, meditazione talora dolente e anche elegiaca illuminata dalla trasmissione d’una eticità primordiale come ferma in un’assolutezza atemporale.
Saranno presentati per l’occasione circa venti olii su tela e una decina di sculture, ultimi lavori dell’artista che raccoglie visioni, memorie, emozioni, luoghi, cose che s’intrecciano tra loro in una storia come in un romanzo di Stefano Benni o Paul Auster.

La Motta , osserva la metropoli contemporanea,la vive con la convinzione che l’arte possa avere ancora un ruolo importante nella ridefinizione della città in particolare guardando l’individuo e la collettività come protagonisti assoluti delle sue scene. Alla base della ricerca di La Motta, che sia scultorea o pittorica , e’ sempre riconoscibile un’esigenza di comunicazione, di dialogo, la volontà di un confronto continuo con la realtà. Le sue opere -Jogging- e -Pattinatori-, ad esempio, sono determinate da stesure essenziali, come essenziali, discrete e raffinate sono le figure che racchiudono in se’ caratteristiche tonali esprimendo una gioia piena.

Come un archeologo del quotidiano, La Motta, trova mille volti , piccole tessere di un grande mosaico, frammenti di vita che con le loro azioni si trasformano in paesaggi, in territori antropomorfi per riuscire a raccontarci variegati mondi , visioni di realtà urbane degradate con l’occhio di chi riesce a raggiungere il giusto equilibrio tra analisi critica e partecipazione emotiva. L’artista, con le sue recenti opere, tenta di osservare la drammaticità e l’orrore che affligge il nostro modo di vivere nel tentativo di liberarsene e sperare in un futuro migliore. Dipinge, disegna, crea sculture per rovesciare le cose distoglierne la consuetudine, decostruire la rappresentabilità. L’allestimento della mostra e’ stato curato da Anna Lucia Cagnazzi.

Inaugurazione Mercoledi’ 25 marzo ore 18

La Mediterranea arte
Via Carlo De Cesare 60, Napoli
Orario:Dal lunedi’ al venerdi
ore 11,00-13,30 e 17,00-19,30.
Sabato: ore 11,00-13,30.
ingresso libero
Nel web http://www.mediterranea-arte.com/