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Marco Mazzoni

Corpus picturae

Mostra a cura di Valerio Deho’

Marco Mazzoni (Tortona, 1982)è senz’altro un disegnatore eccezionale capace di riconquistare i grandi temi della contemporaneità in una forma stilistica nuova, fra sogno e verità. Le sue opere guardano tanto agli artisti del passato prossimo, come i realisti esistenziali (Guerreschi, Vespignani, Ferroni) , quanto ai maestri del nostro oggi, in un linguaggio tuttavia caratteristico e incisivo.

E’ Mazzoni stesso a spiegare che per lui gli anziani sono fonte di saggezza, quindi non lesina le rughe, segno dell’età che avanza anche ai giovani che gli stanno simpatici, come se volesse donare loro una medaglia al valore. Lo stravolgimento del soggetto è assieme omaggio e irrisione, suggellati dall’apposizione di un’altro “marchio dell’artista”: il “tatuaggio” che denota e connota i volti, condensazione di identità ed esperienza.

L’opera di Mazzoni e’ destinata ad evocare il silenzio. L’artista annulla il corpo, non solo per una sorta di esplosione del ritratto che domina la scena della rappresentazione in modo anche deformato e ingigantito rispetto alla -normalità-, ma anche per una sua vera e propria cancellazione. Lo spazio bianco e’ il silenzio del corpo. Si sa che ci deve pur essere da qualche parte, eppure l’artista costruisce le sue opere in modo da annunciarlo per evocazione linguistica e contiguità biologica.
Formalmente non esiste o e’ imbiancato come un sacrario. Eppure Mazzoni non nega il corpo ma da un lato chiarisce il suo interesse per il volto umano, per il ritratto in quanto macro paesaggio dell’anima, mentre dall’altro dimostra come il silenzio sia fondamentale per comprendere fin dove vuole arrivare il suo lavoro. I ritratti sembrano parlare ma non lo fanno, forse perche’ non cercano una comunicazione verbale, perche’ intrappolati dalle linee di forza del disegno. Certo e’ che vi e’ una carica esistenziale che sembra rimanere dentro.

I suoi ritratti in cui il corpo e’ cancellato, annullato, quasi abraso, ne’ tanto meno richiamato alla memoria da oggetti o vestiti, abitano lo spirito del silenzio. L’abbandono del corpo dà libertà ai volti che sono liberi di fluttuare, perdono qualsiasi peso e subiscono leggere deformazioni. I volti sono abbandonati, sono anime vaganti che non devono ricondursi ad un’unità originaria, definitivamente affidati al caos del silenzio, al vuoto di una comunicazione interrotta. In questo Mazzoni riesce a rendere perfettamente una condizione di disagio molto attuale, con un lavoro che riesce nello stesso tempo a penetrare nei recessi delle individualità.

Disponibile in galleria il catalogo con testo critico di Valerio Deho’.

Inaugurazione sabato 04 aprile alle 18.30

Galleria delle Battaglie
Via delle Battaglie 69/A , Brescia
orari:lunedi’: su appuntamento
martedi’ - sabato: 10.30-12.30 / 16-19.30
e su appuntamento
ingresso libero
Nal web http://www.galleriabattaglie.it/ Opere

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