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Undercover

Collettiva

A cura di Mimmo Di Marzio

La parola -cover-, in arte ha un’accezione pop ed e’ comunemente riferita alla musica. Dalla copertina di un disco famoso alla reinterpretazione o rifacimento di una canzone radicata nell’immaginario collettivo, da parte di qualcuno che non ne e’ l’autore originale. Quando un artista di nuova generazione si confronta con un grande -classico-, il limite che separa il concetto di -cover- da quello di -interpretazione- e’ sottile e anche pericoloso.

Nelle arti visive e’ lecito parlare di cover senza correre il rischio di sconfinare nell’idea di -copia-? Una sfida che affrontano gli artisti questa mostra e che, nei loro progetti, si ispirano a un grande capolavoro del passato prossimo e remoto. Non un esercizio di stile, ma un confronto intimo con i grandi maestri a cui tutti gli artisti si ispirano o si sono ispirati durante il loro percorso.

Ognuno degli autori ha scelto di rappresentare, liberamente, il proprio nume tutelare e di rendergli omaggio, accostando la propria visione del -master- ad una delle proprie opere. Ne emerge un filo narrativo e apparentemente dissonante ma che, in qualche modo, ci aiuta a disgelare una parte della personalità degli artisti contemporanei e del loro rapporto con la storia.

Immagine: Barbara Nahmad, da Gabrielle D’Estree et sa seur, Ecole de Fonteinbleau-110×90cm 2007

Inaugurazione venerdi’ 17 aprile ore 19

Revel
Via Thaon De Revel 3, Milano
da martedi’ a sabato ore 10 - 13 e 15 - 19
ingresso libero
Nel web http://www.thaonderevel3.com/home/index.php