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Bruce Nauman a U.S. Pavilion e Giardini della 53 Biennale Venezia

«C’è una certa tendenza a confondere le cose, ad assicurarsi che la gente sappia che si tratta d’arte, mentre l’unica azione da fare è esporla, lasciare che faccia da sola. Credo che la cosa[...]

«C’è una certa tendenza a confondere le cose, ad assicurarsi che la gente sappia che si tratta d’arte, mentre l’unica azione da fare è esporla, lasciare che faccia da sola. Credo che la cosa più difficile sia presentare un’idea nella maniera più diretta» (Bruce Nauman).

Bruce Nauman nasce nel 1941 a Fort Wayne, Indiana (USA); nel 1960 studia matematica, fisica e arte all’Università del Wisconsin (Madison); nel 1964 studia arte all’Università della California.

Dal 1964 al 1966 abbandona la pittura e si interessa alla scultura, alle performance e al cinema. Nel 1966 si laurea in Arte all’Università della California.

Inizia a lavorare con i video alla fine degli anni Sessanta.

Le sue opere – sculture, fotografie, performance, video, neon, installazioni - si caratterizzano per l’analisi delle reciproche relazioni tra corpo e spazio e della combinazione tra elementi visivi e acustici. Dal suo debutto a Los Angeles ha esposto nei più importanti musei del mondo.

Ha ricevuto il Leone d’oro alla Biennale di Venezia del 1999.

Nel 2004 ha ricevuto il Praemium Imperiale per la scultura. Dal 1979 vive nei pressi di Galisteo (New Mexico), dove allena cavalli tra una mostra e l’altra.

Considerato all’unanimità uno degli artisti più influenti dell’arte dopo Warhol, Bruce Nauman ha creato sculture, video, installazioni e performance che hanno rappresentato una continua ed efficace investigazione delle nostre condizioni fisiche, emotive e psicologiche. Con il suo lavoro Bruce Nauman ha influenzato intere generazioni d’artisti ed ha creato dei modelli di linguaggio per l’arte contemporanea.

Nauman si è altresì interessato ai comuni modelli e stereotipi della gestualità e del linguaggio, per dimostrare la tensione e la pressione del nostro vivere contemporaneo. Sono ricorrenti nelle sue opere forme scultoree, luci colorate al neon, filmati, videoinstallazioni a circuito chiuso e proiezioni multiple monumentali, con l’accompagnamento di parole, suoni e musica. Il suo è spesso uno sguardo impietoso sulle malattie della nostra civiltà, tuttavia quando mostra lo sgomento, l’alienazione e la solitudine, trasmette una profonda empatia con il dolore.

Il progetto “Topological Gardens” di Bruce Nauman rappresenta gli Stati Uniti d’America alla 53 Biennale di Venezia, curatore Carlos Basualdo

Bruce Nauman Video Elusive Signs / MOCA Museum of Contemporary Art North Miami

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