Studiolo da esposizione. Per Acrobazie5 a cura di Elisa Fulco
Prenderà il via domenica 4 ottobre alle ore 17.00 la quinta edizione del progetto Acrobazie, a cura di Elisa Fulco e promosso da UniCredit Group, che quest’anno conta sulla presenza dell’artista Flavio Favelli. Acrobazie5 Flavio Favelli prosegue il dialogo avviato tra i giovani artisti (Sandrine Nicoletta, 2004; Marcello Maloberti, 2006, Sara Rossi, 2007, Francesco Simeti, 2008) e l’Arte Outsider degli autori dell’Atelier di Pittura Adriano e Michele, ospitato all’interno del Centro di Riabilitazione Psichiatrica del Fatebenefratelli di San Colombano al Lambro (MI).
Lo scopo di Acrobazie sin dagli esordi e’ quello di spostare l’arte dal centro alle periferie, e di investire positivamente un luogo, l’ospedale psichiatrico, sul quale grava un pregiudizio sociale e culturale. In occasione di workshop all’interno dell’Atelier, gli artisti invitati propongono un tema affine alla loro ricerca da condividere con i pazienti, il risultato e’ una mostra con interventi site specific che rispecchia la varietà dei linguaggi adottati: performance, video, installazioni.
L’artista Flavio Favelli, per la prima volta nella storia di Acrobazie, ha realizzato un’opera permanente su scala architettonica, appositamente pensata per gli spazi di San Colombano, dal titolo Studiolo da esposizione, inaugurando una serie di interventi riqualificativi in grado di accogliere in chiave museale le future edizioni del progetto Acrobazie e la collezione di Arte Outsider dell’Atelier di Pittura Adriano e Michele.
Una sorta di gabinetto rinascimentale che, rivestendo l’intera superficie del Centro (oltre 300 mq) con pavimento e pareti lignee, ospita le complesse installazioni e i disegni di Flavio Favelli, insieme a quelli degli autori dell’Atelier di Pittura Adriano e Michele, in cui si intrecciano arte, arredo, design e moda. Studiolo da esposizione e’ una scatola rossa, la cui tonalità ricorda i vecchi allestimenti museali, attraversata da un decoro tratto dalla rielaborazione del motivo cinese del vaso dell’amarena Fabbri. Il pattern e’ una sintesi da parte di Favelli dei segni utilizzati dai diversi autori dell’Atelier che si sono confrontati con l’esotico ornamento Fabbri.
Fra le opere in mostra, l’installazione composta dagli spremiagrumi Alessi di Philippe Starck, recuperati tra gli scarti della fabbrica e -restaurati- attraverso l’intervento dell’arte: oggetti feriti, dall’aspetto quasi umano
su cui Favelli e’ intervenuto inserendo una o piu’ gambe mancanti in materiali diversi, anche preziosi: corallo, legno, vetro. L’artista ha creato un progetto ambientale intorno al tema del marchio e del Made in Italy, valorizzato da un nuovo sistema di illuminazione appositamente studiato da iGuzzini, sponsor tecnico dell’iniziativa, teso a migliorare e a valorizzare la fruizione dello spazio.
Si ringraziano il Museo Alessi, Max Mara e Pucci che hanno gentilmente donato i loro prodotti per il progetto.
La mostra Acrobazie5 Flavio Favelli, aperta sino al 20 dicembre, e’ il prodotto del laboratorio tenuto da Flavio Favelli, da marzo sino a fine giugno, con Umberto Bergamaschi, Gianfranco Bianco, Giuseppe Bomparola, Luigi Cremaschini, Curzio Di Giovanni, Patrizia Fatone, Paolo Giovanetti, Fabio Gosparini, Claudio Salvago e Andrea Vicidomini, che ha nel marchio il filo conduttore. Espressione dell’italianità per eccellenza, e’ stato scelto quest’ultimo come simbolo dal potere pervasivo in grado di evocare sogni e delusioni (l’inclusione o l’esclusione economica e sociale da un mondo di privilegi e di diritti) ma capace anche di segnarci a vita, nella memoria e nell’esperienza quotidiana, fatta di oggetti che da estranei divengono familiari. L’origine etimologica della parola brand, che nasce dal marchiare a fuoco gli animali e gli schiavi, piu’ della parola marchio in italiano, tradisce la forza, e spesso la violenza, a cui bisogna ricorrere per farsi un nome da imporre agli altri.
La mostra propone una riflessione sottile sulla dialettica tra marchio ed etichetta, riconoscimento e anonimato,serialità e fatto a mano. Un tema che si arricchisce di nuovi significati se applicato alla malattia mentale, che, piu’ di altre infermità, tende a marchiare e ad etichettare i pazienti, portatori di valori negativi e sino in tempi recenti privati anche della propria identità: del nome ma soprattutto del cognome. In particolare l’artista ha sottoposto agli autori dell’Atelier tutti gli elementi che compongono e costituiscono l’universo del marchio (sigla visiva, segno grafico, logo, logotipo, carattere), nonche’ oggetti icona del Made in Italy, scomposti e riproposti in una versione personale e addomesticata. Come in una sorta di esercitazione scolastica, tutti gli artisti coinvolti nel progetto hanno lavorato su un tema dato (la bottiglia Martini, i motivi decorativi dell’amarena Fabbri, lo spremiagrumi di Philippe Starck dell’Alessi, il cane a sei zampe dell’Eni), dando vita ad uno scambio e ad una continuità visiva dettata dall’adozione di uno stesso soggetto, che citato e riletto da ciascuno di loro, compreso lo stesso Favelli, genera ripetizioni differenti, nonche’ dei falsi autentici, in cui si assiste al riconoscimento del segno (l’identità dell’autore) e al fraintendimento: cosa appartiene a chi. L’obiettivo di Favelli e’ quello di indagare le ricadute sull’identità dei principali marchi italiani, che, consumati e metabolizzati da tutti noi, si trasformano in storie, in narrazioni private da restituire attraverso disegni, copie, testi scritti e collages, installazione di oggetti, di arredi e di interventi su tessuto.
L’esposizione si comporrà di:
- Intervento site specific permanente di Flavio Favelli
- Installazione ambientale con oggetti, mobili, tessuti, disegni, scritte di Flavio Favelli
- Disegni degli autori dell’Atelier di Pittura Adriano e Michele
La scelta di Favelli come artista dell’edizione 2009 e’ stata dettata dai temi che contraddistinguono la sua ricerca (la memoria, l’indagine su fatti dolorosi e scomodi del Novecento, la morte) che rivelano un’attenzione fortissima al sociale, tradendo la volontà di intervenire e modificare la realtà attraverso l’arte, creando oggetti e spazi compensatori in grado di riscattare il senso di perdita che ci accomuna. La sensibilità
dell’artista e l’aspetto produttivo della sua opera, che coniuga design/artigianato con la manualità, rappresenta sicuramente un’occasione di stimolo e di crescita per gli artisti di San Colombano.
A completare il progetto, il catalogo bilingue edito da Corraini, redatto in italiano e in inglese (ideazione grafica Mari Conidi), pensato come un libro d’artista in grado di illustrare poeticamente l’esperienza di
Acrobazie5. Testi in catalogo di Luca Bagetto, filosofo; Elisa Fulco, curatrice del progetto Acrobazie; Antonio Grulli, critico d’arte e curatore; Rosangela Scioli, Direttore Sanitario Centro di Riabilitazione Psichiatrica Fatebenefratelli, San Colombano; Alessandro Profumo, Amministratore Delegato, UniCredit Group.
FLAVIO FAVELLI (Firenze, 1967) vive e lavora a Savigno (Bologna). Da una decina d’anni si e’ imposto nel panorama dell’arte contemporanea grazie ad collage di oggetti, installazioni site specific e interventi di arte pubblica, alcuni dei quali permanenti (Sede ANAS di Venezia, Palazzetto Foscari e Sala d’Attesa, Pantheon di Bologna, Cimitero Monumentale). Tra i principali progetti personali: Museo Marino Marini, Firenze 2009;
Galleria Sales,Roma 2008; Fondazione Maison Rouge, Parigi 2007; Fondazione Sandretto ReRebaudengo, Torino 2007; Projectspace176, Londra 2005, Museo Pecci, Prato 2005; IIC , Los Angeles 2004; Galleria Maze, Torino, 2003; Artinprogress, Berlino, 2002. Principali mostre collettive: Italics, Palazzo Grassi Venezia,2008; XV Quadriennale di Roma, 2008; Elgiz Museum, Istanbul, 2008; Clandestini, 50^ Biennale di Venezia, 2003. Le sue opere sono presenti in numerose collezioni pubbliche e private.
Inaugurazione domenica 4 ottobre alle ore 17
Atelier di Pittura Adriano e Michele
Centro Sacro Cuore di Gesu’, Fatebenefratelli
Viale San Giovanni di Dio 54 San Colombano al Lambro (Mi)
apertura:da lunedi’ al venerdi’
Su richiesta il fine settimana orari: 9-16
ingresso libero

elisa mazza








