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Ren Con Tre Liliana Moro MAMbo Bologna

Il ciclo di incontri Ren Con Tre, a cura di Lelio Aiello, Sergia Avveduti e Paolo Parisi, approda al MAMbo. Dopo i primi tre interventi ospitati dall’Accademia di Belle Arti di Bologna, la rassegna,[...]

Il ciclo di incontri Ren Con Tre, a cura di Lelio Aiello, Sergia Avveduti e Paolo Parisi, approda al MAMbo. Dopo i primi tre interventi ospitati dall’Accademia di Belle Arti di Bologna, la rassegna, iniziata nel 2006, vedra’ come protagonisti artisti italiani riconosciuti a livello internazionale, attraverso i quali si vuole delineare un panorama dell’attuale situazione artistica in Italia. Giovedi 4 febbraio ospite Liliana Moro .

Questa edizione di Ren Con Tre, oltre ai tre consueti incontri di febbraio al MamBo di Bologna con artisti delle ultime generazioni, presenta al Teatro dell’Accademia di Belle Arti tre incontri dedicati al graphic design, l’architettura e le arti visive.
Dopo il collettivo Arabeschi di Latte, l’Art Director della rivista Mousse Francesco Valtolina e Alessio Ascari direttore di Kaleidoscope invitati nel primo ciclo di incontri all’Accademia di Belle Arti di Bologna e dedicato alla relazione tra arti visive, design e architettura Ren Con Tre si trasferisce al MAMbo per proseguire ciò che si è iniziato nel 2006: delineare attraverso il racconto diretto dell’artista un panorama estetico italiano legato alle produzioni e alla ricerca delle ultime generazioni.

Gli artisti invitati sono Liliana Moro, Italo Zuffi e Stefano Arienti hai quali abbiamo chiesto di presentare la loro ricerca artistica scegliendo liberamente la modalità in cui farlo, il format del Ren Con Tre consente, infatti, di scegliere tra lecture, performance dal vivo, presentazione di opere inedite o di pubblicazioni. Quest’anno i tre incontri focalizzano e concentrano l’attenzione su uno solo degli aspetti della ricerca di ognuno di loro.

Liliana Moro (giovedì 4 febbraio) punta, nel suo intervento, sulla produzione sonora partendo dai suoni del 1986 per arrivare alle ultime produzioni. Italo Zuffi (giovedì 11 febbario) affronterà, invece, uno dei temi ricorrenti nelle sue opere: “la competizione” per sviluppare un racconto attorno a queste attitudini. Saranno eseguite due performace dal vivo da quattro attori, la prima, e da un gruppo musicale, la seconda. Chiude questo secondo ciclo di incontri Stefano Arienti (giovedì 18 febbraio) con un appassionante racconto, tra presentazione del lavoro e vissuto, dei passaggi che hanno determinato il suo essere artista.

Liliana Moro (Milano 1961) La relazione tra interno ed esterno, tratto distintivo della ricerca di Liliana Moro e insieme metafora del nostro essere nel mondo diviene uno spazio da sperimentare. Suono,parole, video, sculture, oggetti e performance, compongono un mondo, che “mette in scena” una realtà, allo stesso tempo, cruda e poetica.

Liliana Moro , è da sempre impegnata a riflettere, attraverso elaborazioni visive composte, contenute, talvolta fredde, il tema della fragilità e della ricerca di un possibile equilibrio, sia psicologico sia esistenziale.
Si è diplomata all’Accademia di Belle Arti di Brera con Luciano Fabro.Nel 1989 fonda a Milano, insieme a altri artisti, lo Spazio di via Lazzaro Palazzi, che chiuderà nel 1993. Ha preso parte a numerose mostre internazionali personali e collettivetra quali Documenta IX di Kassel (1992); la XLV Biennale di Venezia
curata da Achille Bonito Oliva (1993); PS1 New York (1999); la Biennale di Valencia (2001); Palazzo delle Papesse, Siena (2002); Fondazione Ambrosetti, Palazzolo sull’Oglio, Brescia (2004); Centro per L’arte Contemporanea Luigi Pecci, Prato (2004); CCA Wattis Institute for Contemporary Arts, San Francisco (2005), Galleria Civica d’Arte Contemporanea di Trento; Galleria Civica, Modena (2006); Palazzo Reale, Milano; Italian Cultural Institute of Los Angeles; Tel Aviv Museum of Art (2007); c/o
Careof e Via Farini, Milano; 15° Quadriennale d’arte di Roma, Palazzo delle Esposizioni, Roma; Palazzo Grassi, Venezia (2008). Le sue opere fanno parte di importanti collezioni pubbliche e private sia in Italia che all’estero: Castello di Rivoli, GAM Torino, FNAC Parigi, FRAC Rhone-Alpes/Nouveau Musée, Villeurbanne, Lyon, Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci, Prato.

Italo Zuffi (Imola, 1969) si diploma nel 1993 all’Accademia di Belle Arti di Bologna, e nel 1997 ottiene il Master of Arts presso il Central Saint Martins College of Art & Design di Londra. Nel 2001 gli viene assegnata la Wheatley Bequest Fellowship in Sculpture presso l’Institute of Art & Design, School of Art, di Birmingham (GB). E’ stato artist-in-residence a Helsinki presso l’University of Art & Design nel 1998; a Vienna, su invito del Bundeskanzleramt, nel 2003; e in Francia presso il CIAV (Centre International d’Art Verrier) di Meisenthal, nel 2004. Il suo lavoro è stato incluso nella pubblicazione Espresso – arte oggi in Italia, edito da Electa nel 2000. Ha esposto in personali e collettive tra cui: Monotono, Vicenza (2008), MAMbo, Bologna (2008), Newman Popiashvili Gallery, New York (2007), Galleria Continua, Beijing (2005), Rocca Sforzesca, Imola (2005), Le 36, Strasburgo (2004), Galleria Continua, San Gimignano (2003 e 1999), Centre Cultural Bancaixa, Valencia (2003), GAM Villa delle Rose, Bologna (2001).

Stefano Arienti (Asola, 1961) è nato in una famiglia contadina, dal 1980 si trasferisce a Milano, dove risiede tuttora. Nel 1986 si laurea in Scienze Agrarie con una tesi di virologia. Partecipa alla prima mostra collettiva nel 1985 alla ex fabbrica Brown Boveri, dove incontra Corrado Levi, il suo primo maestro. Ha frequentato l’ambiente artistico italiano, assieme ad altri giovani artisti, nel momento di rinnovamento dopo le stagioni dominate dall’Arte Povera e dalla Transavanguardia. Dal 1986 ha tenuto una serie di mostre personali in gallerie d’arte italiane e straniere, ha partecipato a numerose mostre collettive in tutto il mondo. Ha esposto al MAXXI, Roma - GAMeC, Bergamo - Galleria Guenzani, Milano - Lehmann-Maupin, New York - Fondazione Sandretto Rebaudengo, Torino - Castello di Rivoli, Torino - Galleria In Arco, Torino- Palazzo Ducale,Mantova. Ha di recente realizzato opere pensate per essere inserite in un contesto museale come al Isabella Stewart Gardner Museum di Boston nel 2007 o in spazi architettonici antichi come il Complesso Monumentale Santo Spirito in Sassia a Roma nel 2009. Ha viaggiato soprattutto in Europa, Nord America e India, partecipando a programmi di residenza per artisti.

MAMbo - Museo d’Arte Moderna di Bologna
INDIRIZZO via Don Minzoni, 14

www.dejavu-bo.it