Ren Con Tre Stefano Arienti Mambo Bologna

Dopo il successo ottenuto nelle scorse edizioni riparte il Ren Con Tre con un palinsesto che arricchisce la serie di incontri con nuove tematiche e argomentazioni. A cura di Lelio Aiello, Sergia Avveduti[...]


Dopo il successo ottenuto nelle scorse edizioni riparte il Ren Con Tre con un palinsesto che arricchisce la serie di incontri con nuove tematiche e argomentazioni. A cura di Lelio Aiello, Sergia Avveduti e Paolo Parisi, la terza edizione propone, oltre ai tre consueti incontri di febbraio al MAMbo con artisti italiani delle ultime generazioni, una nuova area, realizzata all’Accademia di Belle Arti dedicata a personalità che operano in ambiti quali Il graphic design, l’architettura e le arti visive.

Si parte quindi il 14 gennaio al Teatro dell’Accademia con una prima serie di appuntamenti, una vera e propria incursione nei territori di confine con la testimonianza iniziale del collettivo artistico Arabeschi di latte (giovedì 14 Gennaio h 11) gruppo di creative fondato nel 2001, composto da Quattro architetti: Francesca Sarti, Alessandra Foschi, Silvia Allori, Francesca Pazzagli. Operando attraverso strategie diversificate oltre la classificazione settoriale della creatività, Arabeschi di Latte attualmente si concentra sull’ideazione e realizzazione di “eating events” dove il cibo è uno strumento per creare situazioni e relazioni. I protagonisti delle ultime più interessanti novità in campo editoriale nazionale: I free press magazines, Mousse e Kaleidoscope rappresentati rispettivamente da Francesco Valtolina (giovedì 21 gennaio h 11) Art Director (mousse) che dal 2005 si muove tra progettazione visuale e sperimentazione artistica e Alessio Ascari (giovedì 28 gennaio h 11) fondatore e capo redattore del primo free magazine europeo d’arte e cultura contemporanea (Kaleidoscope), ci accompagneranno in un’approfondimento delle istanze che hanno provocato realtà così innovative e che si collocano al confine di ambiti considerati, in un recente passato separati e disgiunti, e che oggi possono tranquillamente coesistere e, anzi, manifestarsi come punto di vista propositivo e di ricerca per tentare di dare delle risposte di qualità alle mutate (e, in realtà, in continua e rapida evoluzione) necessità della società attuale.

Il 4 febbraio Ren Con Tre approda al MAMbo per continuare invece ciò che si è iniziato nel 2006:delineare attraverso il racconto diretto dell’artista e della sua ricerca un panorama estetico italianolegato alle produzioni e alla ricerca delle ultime generazioni. L’invito anche quest’anno è stato rivolto a tre figure di rilievo internazionale che operano in Italia a partire dagli anni 90’: Liliana Moro (giovedi 4 febbraio h 18) da sempre impegnata a riflettere, attraverso elaborazioni visive composte, contenute, talvolta fredde, sul tema della fragilità e della ricerca di un possible equilibrio sia psicologico che esistenziale, concentrerà il suo intervento al MAMbo sulla parte Sonora del suo lavoro partendo dai suoni del 1986 per arrivare alle ultime produzioni.

Italo Zuffi (giovedì 11 febbraio h 18) che affronterà, invece, uno dei temi ricorrenti nelle sue opere: la “competizione” per sviluppare un racconto attorno a quell’attitudine competitiva e agonistica in atto tra artisti, e poi tra questi e le varie figure di riferimentoall’interno del sistema-arte. Zuffi presenterà, come “contributi esemplificativi” due performance dal vivo, all’inizio e a metà dell’incontro, la prima realizzata da quattro attori e la seconda eseguita da un gruppo musicale. Chiude la serie di incontri Stefano Arienti (giovedì 18 febbraio h 18) artista che elabora da diversi anni, con la raffinatezza che lo caratterizza, tecniche e procedure per testare le potenzialità dei materiali del quotidiano. Laureato in agraria, sviluppa gradualmente la sua professione di artista passando da uno studio scientifico alla pratica dell’arte. Tra vissuto e presentazione del suo lavoro , il racconto di Arienti attraverserà i passaggi che hanno determinato il suo essere artista nel mondo.

Stefano Arienti (Asola 1961)La ricerca di Stefano Arienti mira ad avviare un processo di consapevolezza nei confronti dell’immagine.
La sua attenzione investe anche il materiale e le tecniche attraverso cui le immagini sono costruite e presentate. Con uno sguardo disincantato e il desiderio sornione e provocatore di disordinare le nostre consuetudini percettive egli tende a bloccare il flusso continuo degli stimoli visivi a cui siamo sottoposti, per passarli al vaglio e rielaborarli singolarmente, sperimentando così la possibilità di esercitare un’analisi e un controllo sull’illimitata quantità di immagini e di carta stampata da cui siamo assediati.

Nato in una famiglia contadina, dal 1980 si trasferisce a Milano, dove risiede tuttora. Nel 1986 si laurea in Scienze Agrarie con una tesi di virologia. Partecipa alla prima mostra collettiva nel 1985 alla ex fabbrica Brown Boveri, dove incontra Corrado Levi, il suo primo maestro. Ha frequentato l’ambiente artistico italiano, assieme ad altri giovani artisti, nel momento di rinnovamento dopo le stagioni dominate dall’Arte Povera e dalla Transavanguardia.

Dal 1986 ha tenuto una serie di mostre personali in gallerie d’arte italiane e straniere, ha partecipato a numerose mostre collettive in tutto il mondo. Ha esposto tra le molte da MAXXI, Roma - GAMeC, Bergamo - Galleria Guenzani, Milano - Lehmann-Maupin, New York - Fondazione Sandretto Rebaudengo, Torino - Castello di Rivoli, Torino - Galleria In Arco, Torino- Palazzo Ducale ,Mantova.

Ha di recente realizzato opere pensate per essere inserite in un contesto museale come al Isabella Stewart Gardner Museum di Boston nel 2007 o in spazi architettonici
antichi come il Complesso Monumentale Santo Spirito in Sassia a Roma nel 2009. Ha viaggiato soprattutto in Europa, Nord America e India, partecipando a programmi di residenza per artisti.

vernissage: 18 febbraio 2010. ore 18

Mambo
Via Don Giovanni Minzoni Bologna

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