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Schiele e il suo tempo Palazzo Reale di Milano

dal 24 febbraio al 6 giugno Promossa dal Comune di Milano, Assessorato alla Cultura, coprodotta e organizzata da Palazzo Reale e Skira Editore, curata da Franz Smola, conservatore del LEOPOLDO MUSEUM di[...]


dal 24 febbraio al 6 giugno

Promossa dal Comune di Milano, Assessorato alla Cultura, coprodotta e organizzata da Palazzo Reale e Skira Editore, curata da Franz Smola, conservatore del LEOPOLDO MUSEUM di VIENNA, dove ha sede la raccolta più importante di opere del grande maestro austriaco, presenterà circa 80 opere, tra cui una quarantina tra i più significativi dipinti e lavori su carta di Egon Schiele e altrettante opere dei grandi secessionisti ed espressionisti dell’epoca quali Gustav Klimt, Oskar Kokoschka, Richard Gerstl e Koloman Moser.

Schiele nasce nel 1890 a Tulln, una cittadina nei pressi di Vienna. L’attenzione artistica di Egon Schiele è concentrata essenzialmente sulla figura umana, in particolare su quella femminile, che rappresenta con una vasta e varia gamma espressiva:

Nudi asciutti e taglienti; Donne intense, altere, sicure di sè; Ritratti ed autoritratti di un profondo spessore psicologico;
Coppie avvinte in erotici abbracci senza amore.

L’artista introduce una tensione erotica esistenziale e psicologica per diffondere un messaggio di critica sociale contro la falsità borghese. Più che una liberazione dal sè, quest’arte attesta un conflitto all’interno del soggetto individuale nei confronti delle sue discusse autorità, l’ accademia e lo stato. Su una superficie ruvida e scabra, Schiele mostra senza falsi pudori, un erotismo scevro di moralismi e senza gioia, dove protagoniste sono fanciulle dal volto infantile e dall’atteggiamento deliberatamente impudico, donne dominate da una sessualità disinibita e urlata nel silenzio della loro anima. Guardandosi intorno, Schiele non può che rimanere affascinato da Van Gogh e con il suo personalissimo carisma cromatico, pesante e deciso, gli rende omaggio con La Stanza in Neulengbach, che si ispira alla Stanza gialla. Reinterpreta anche i Girasoli, in una versione dai colori bruni, spenti dove i petali perdono consistenza e acquistano la decadente tragica forza del vero.

Egon Schiele rivendica l’importanza della esperienza interiore e delle sue manifestazioni più o meno violente. Scava nei propri personaggi per metterne a nudo la loro anima (spesso Egon Schiele proietta le sue inquietudini nelle figure). Egon Schiele è un abile disegnatore, dal tratto nitido, rapido e secco, senza ripensamenti; non concede spazio al decorativismo o al compiacimento estetico delle sue opere. Le opere di Egon Schiele hanno tutte un impatto forte e violento sull’osservatore, che assume quasi una posizione di interprete psicoanalitico; esse trasudano di voglia di ribellione e provocazione, cosiccome di angoscia esistenziale.

Nella fase finale della sua vita il tratto si fa più nervoso raggiunge la massima libertà espressiva realizzando molti paesaggi soprattutto delle cittadine di Krumau e Neulengbach. Lavori in cui e sempre presente un costante senso drammatico e una visione della realtà sofferta e meditata nell’interiorità. L’arte di Schiele ci consente, quindi, di perderci nell’infinito esistenziale e ritrovarci a tu per tu con il senso della vita, che sfugge a ogni ordine e si ferma nel magma emozionale di una macchia di colore.

Palazzo Reale
Piazza del Duomo 12
Milano 20122