Ibrido PAC Milano

Genetica delle forme d’arte a cura di Giacinto Di Pietrantonio e Francesco Garutti Prodotta dal Comune di Milano-Cultura e da MiArt, una mostra evento - a cura di Giacinto Di Pietrantonio e[...]

Genetica delle forme d’arte a cura di Giacinto Di Pietrantonio e Francesco Garutti
Prodotta dal Comune di Milano-Cultura e da MiArt, una mostra evento - a cura di Giacinto Di Pietrantonio e Francesco Garutti - che animerà il PAC Padiglione d’Arte Contemporanea di Milano dal 12 al 31 marzo 2010.

Sembra piu’ che mai necessario ed urgente chiederselo ora. Come sta cambiando l’arte in questi ultimi anni? Mentre decisi scossoni dell’economia mondiale mettono in crisi equilibri e gerarchie politiche per decenni inattaccabili e consolidate, mentre il mondo diventa geograficamente sempre piu’ piccolo e sempre piu’ stratificato e complesso, mentre cambia la Natura e aumentano potenzialità, social networks, scambi e relazioni, come si sta modificando il sistema dell’arte?

Le grandi opere, da sempre in grado di anticipare visioni e scenari culturali e sociali, si nutrono sempre piu’ di vita e di mondi paralleli al sistema dell’arte. Etnografia, antropologia, sociologia ed ecologia si intrecciano e si confondono i ruoli all’interno del panorama culturale contemporaneo che e’ fisiologicamente sempre piu’ sfaccettato, ibrido e mescolato. Si tratta di un processo che coinvolge non solo gli artisti, sempre in prima linea nell’intercettare e promuovere i cambiamenti, ma anche i critici e i curatori che aprono luoghi ibridi per esporre, dando origine a territori espositivi e di produzione al di fuori dell’ambito istituzionale. Lo spazio dell’arte si allarga e le sue figure professionali mutano, esattamente come mutano gli attori della politica e dell’economia.

-IBRIDO racchiude cosi’ le molteplici sfaccettature di -un’opera d’arte totale- che vuole ripensare il Novecento e la nostra storia piu’ recente attraverso il linguaggio della pittura, del disegno, del cinema, della fotografia, della video-installazione, della scrittura, della performance - spiega l’Assessore alla Cultura del Comune di Milano Massimiliano Finazzer Flory -. Documentando, in tal modo, con l’apporto creativo delle arti lo sviluppo e l’evoluzione sociale, economica, culturale e politica dei nostri tempi. Se mettiamo in gioco le parole -ibrido-, -ibridare-, -ibridazione- scopriamo che dove c’e’ un ibridante e un ibridato non c’e’ gerarchia tra chi cambia e chi e’ cambiato nel cogliere il momento in cui le idee prendono forma. IBRIDO e’ qui proposto nella sua accezione creativa e non cumulativa-.

Muta il mondo dell’editoria con l’invasione dei free press e dei magazines sul web, cambiano i collezionisti che a volte diventano galleristi, altre volte aprono fondazioni e diventano committenti in grado di schiudere nuovi orizzonti in dialogo con artisti e finanziatori. Insomma vi e’ un continuo riformularsi di ruoli, perfino nel passaggio dal pubblico al privato e viceversa. Vi e’ una crescente ibridazione e costante transizione di figure professionali, di funzioni e di formati: istituzioni temporanee nate dai singoli, galleristi produttori e promotori di progetti, istituzioni che agiscono in network, artisti che si fanno critici, curatori e galleristi. È come se l’arte anticipasse la politica, la cultura, l’ambiente, il mondo, la vita, realizzando -unioni di fatto- che prescindono da protocolli e modelli, emancipati dalla burocrazia. Vi e’ la necessità di applicare alle tipologie espositive e alle figure professionali il rifiuto della specializzazione, che del resto gli artisti esprimono nel loro lavoro già a partire dagli anni Novanta.

La mostra raccoglierà riflessioni e ragionamenti, confronterà opere e racconti diversi. Proverà a mescolare artisti e pensieri che hanno cambiato e continueranno a cambiare e modificare il modo di raccontare il mondo. Ibrido e’ una mostra che contiene al suo interno altre mostre, un’esposizione accompagnata da conferenze per proporre riflessioni ed interrogativi, per cercare di capire in che modo arte e vita continueranno ad intrecciarsi, per esplorare e cercare di intercettare, attraverso le opere, il futuro.

Ibrido non puo’ non partire dai padri storici di tali mutamenti, come Beuys e Pistoletto per le tematiche dell’ecologia ambientale, oppure Paolini per le dinamiche concettuali; e ancora dalla trasformazione degli spazi abitativi tra architettura e design rintracciabile nell’eredità modernista dei gruppi cinetici di artisti transitivi come Getulio Alviani ed Enzo Mari, senza trascurare Mendini sul versante della postmodernità e le esperienze radicali di Gianni Pettena. E da qui, scendere ad artisti delle generazioni successive fino ad arrivare ai nostri giorni, con John Armleder, Pierre Huyghe, Philippe Parreno, Olafur Eliasson, Maurizio Cattelan, Patrick Tuttofuoco, Rirkrit Tiravanija, Pietro Roccasalva, Damien Hirst, Jan Fabre e molti altri ancora.

L’attività espositiva del PAC e’ realizzata grazie al sostegno di TOD’S.

Immagine: Jean Fabre, Omaggio a Jacques Mesrine (Buste II) 2008- cera, granito, metallo 50×60x55cm courtesy Magazzino, Roma

Inaugurazione: venerdi’ 12 marzo alle 18.30

PAC Padiglione d’Arte Contemporanea
Via Palestro, 16, Milano
Orari: lunedi’ 14.30-19.30;
martedi’, mercoledi’, venerdi’, sabato e domenica 9.30-19.30; giovedi’ 9.30-22.30
ingresso libero

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