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Matteo Arfanotti Intervista

Le opere recenti di Arfanotti raffigurano soprattutto figure femminili in cui emerge la dolcezza e la forza. L’ho incontrato in Fiera a Marina di Carrara e ci siamo addentrati nel suo mondo[...]


Le opere recenti di Arfanotti raffigurano soprattutto figure femminili in cui emerge la dolcezza e la forza.

L’ho incontrato in Fiera a Marina di Carrara e ci siamo addentrati nel suo mondo pittorico.

Elisa: Nelle tue opere recenti emerge soprattutto la raffigurazione della figura femminile..
Matteo: Sì perchè penso che sia il massimo per comunicare la dolcezza e la forza, il piacere del bello anche attraverso delle mutazioni. Cosa che emerge anche nelle mie raffigurazioni maschili. Uniche divagazioni sono per le tematiche naturalistiche.

E: Cosa hai in preparazione?
M: Sto facendo una nuova serie di Tarocchi, che è il ritorno ad un lavoro del 2004, svolto allora in tavole da cm 40 x40 e che ora sto sviluppando in tavole da 75 x 50. Sono 22 tavole. Il prossimo impegno invece sarà lo Zodiaco, sempre su tavola.

E: Per quanto riguarda la tecnica invece?
M: L’evoluzione è verso la tecnica mista sia su tavola che su legno e supporti vari. Il colore sta evolvendo verso l’unicità degli ocra.

E: I prossimi impegni?
M: Per l’estate una personale a Ravenna, una collettiva a Volterra(Palazzo dei Priori) e a Viareggio a Villa Paolina(ART PROJECT 2)

E: Si intravvedono nei tuoi lavori influenze di Hans-Rudolf Giger e di Metal Hurlant
M: Infatti sono un grande appasionato di fumetti e cinematografia fanta-horror

Matteo Arfanotti Nato a Sarzana (SP), l’8 marzo 1974.

Diplomato al Liceo Scientifico di Sarzana e laureato in Architettura presso l’Università degli Studi di Firenze.

L’amore per l’Arte in tutte le sue forme lo hanno portato a scegliere un percorso di studi che gli permettesse di conoscere e sperimentare personalmente e in diversi ambiti, senza subire influenze accademiche. Dal disegno alla pittura, dalle installazioni alle scenografie e dall’architettura al design: queste sono lo sfide che Arfanotti ha accettato e che gli hanno consentito di maturare una coscienza ed una conoscenza artistica attraverso un percorso di crescita ed individualizzazione trovando un proprio linguaggio, comune a tutta la sua produzione artistica. L’amore per l’arte unito all’amore per la tecnica fanno di Arfanotti un artista in costante sperimentazione che progetta e realizza personalmente le sue opere: dagli sfondi scenografici per spettacoli teatrali, allo stand informativo del Salone del Mobile di Firenze nel 2005 composto da un banner e da un bancone in legno progettato, realizzato e dipinto personalmente, passando per un Carro di Carnevale per la città di Sarzana nel 2001 e infine la sua casa-atelier per la quale ha preso attivamente parte ai lavori di realizzazione.

La sua vera passione rimane comunque da sempre la pittura in cui riesce magistralmente ad esprimere emozioni e turbamenti attraverso un linguaggio fatto di magia, sogno e mistero che si concretizza nelle forme primitive della terra di Luni. Le statue stele, variamente raffigurate in scenari diurni e notturni nelle opere passate di questo pittore, subiscono un lento e progressivo processo di umanizzazione e geomatrizzazione fino a diventare figure totemiche. Le figure di Arfanotti spesso appaiono mute, in realtà hanno il dono di comunicare senza parole, di rafforzare il nostro senso di appartenenza ad un passato e ad un futuro comune, senza formalismi didascalici. Il messaggio che il pittore vuole comunicare è quindi chiaro, semplice e allo stesso tempo molto intenso: qualunque siano le nostre origini, la nostra cultura, la religione che professiamo o il tempo in cui vviamo, il legame con la nostra terra e con la Natura nella sua globalità resta indissolubile e alla base di ogni futuro.

Vive e lavora a Caniparola di Fosdinovo (MS), in via Novella di Sopra, 5.
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