Alessandra Bonelli Galleria Quintocortile Milano

L’errare dei segni a cura di Donatella Airoldi presentazione di Mariella De Santis Alessandra Bonelli presenta una serie di opere su carta: in esse, l’estrazione del particolare, la[...]


L’errare dei segni a cura di Donatella Airoldi presentazione di Mariella De Santis

Alessandra Bonelli presenta una serie di opere su carta: in esse, l’estrazione del particolare, la rappresentazione per frammenti trasforma l’immaginario a reperto mnemonico fino quasi alla sua parziale cancellazione. Una grande installazione dal titolo Lacerti ce ne fornisce una visione emblematica.

Mariella De Santis Irrelare il vuoto. I frammenti di Alessandra Bonelli

19 lacerti fatti di carta, materiali di risulta, pittura, colore a stampa, mappano uno spazio bianco disegnando una idea del vuoto che Alessandra Bonelli non teme e non assedia lasciando che invece sia esso a spogliare chi guarda di ogni sovrabbondanza cognitiva ed emotiva per accedere attraverso l’opera ad un codice di decifrabilità dell’invisibile attraverso il visibile.

Si realizza per questa via un delicato paradosso di poetica dove la provvisorietà e’ perentoria e il silenzio orante. Alessandra Bonelli e’ artista di consolidata storia che ha continuamente reinterrogato la propria ricerca in essa trovando sempre le successive partenze per un viaggio che pare infinito, dilatato e al quale l’artista riconosce il valore di essere parte di un piu’ esteso e interminabile discorso sull’umano e sull’umanità.

Ed e’ questa consapevolezza a dare impressionante forza ad un gesto artistico che nella sua temporalità sa essere definitivo. Definitivo e diveniente al contempo, senza alcuna contraddizione ontologica poiche’ cosiccome ognuno dei frammenti esposti puo’ essere ricondotto a nuova ridefinizione in relazione allo spazio su cui deve disporsi, cosi’ la percezione di aerea rarefazione che si puo’ ricevere al primo sguardo, lascia il posto ad una densità che non e’ tipica del troppo pieno ma, ancora sorprendente deviazione, del vuoto. Un vuoto che senza violenza cromatica o materica, cerca di esistere al di là dell’incalzante pieno. Un processo di creazione cosmica per via contraria, laddove la dialettica non e’ tra la materia che cerca di impadronirsi del vuoto ma tra vuoto mimetizzato nella forma che chiede l’accesso alla visione.

Visione che diviene interrogazione dell’inespresso e dà valore all’incompiuto quale unico stato dell’uomo per poter proseguire nell’opera di ri/creazione delle forme attraverso cui si interroga lo stare al mondo. Nessuna cornice puo’ contenere questo dinamismo, anche i contorni si in/indefiniscono perche’ il pensabile deve avere in se’ coscienza della rischiosa rinuncia al limite che la libertà del pensiero e della domanda, della risposta - laddove essa sia possibile- adducono a se’ costitutivamente. La rinuncia al limite, in un discorso estetico, significa esporsi senza la copertura di una classificazione, infatti, pur riconoscendo nell’opera di Alessandra Bonelli una eco concettuale, non si puo’ non prendere atto della sua specifica elaborazione di un patrimonio di esperienza che oggi avverte la necessità di non ribadire appartenenze identitarie, tanto spesso- e non solo in ambito estetico- invocate proprio per fronteggiare la tema del vuoto. Evenienza questa che invece Alessandra Bonelli sobilla, avoca a se’ forse quale ultima possibilità per l’essere umano di ripensare lo spazio e il gesto. Lasciare il vuoto libero di essere e trovare una via occidentale di interazione con esso par essere atto fondante e rigenerante, etico ed estetico, densamente irrelato alle opere di Alessandra Bonelli.

Alessandra Bonelli, nata a Milano nel 1935, ha iniziato l’attività artistica nel 1960.
Nel 1977 forma con G.Benedini, L.Pescador, L.Sterlocchi il -Gruppo Metamorfosi-, attivo sino al 1986 e presentato con una prima mostra al Palazzo Diamanti di Ferrara. La serie delle esposizioni si apre nel 1964 alla Galleria Artecentro di Milano e prosegue con personali in Gallerie pubbliche e private in Italia e all’estero.

E’ stata presente alla XVI Biennale Internazionale di San Paolo del Brasile e al Museo di Liegi. Sue opere figurano alla Civica Raccolta del Castello Sforzesco di Milano, alla Galleria d’Arte Moderna di Mantova, alla Pinacoteca di Monaco, al Museo di Arte Contemporanea di San Paolo del Brasile, al Magi, Museo Bargellini.

Inaugurazione: martedi’ 11 maggio ore 18

Galleria Quintocortile
Viale Col di Lana 8 - Milano
orario: martedi’ - giovedi’ dalle 17,00 alle 19,00
Ingresso libero

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