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Diet Sayler e Marco Casentini CAMeC La Spezia

Ligurische Fuge. Fuga ligure / All around cura di Marzia Ratti Per la stagione estiva 2010 il CAMeC presenterà un importante evento espositivo nato nell’ambito della collaborazione culturale con la[...]

Ligurische Fuge. Fuga ligure / All around cura di Marzia Ratti

Per la stagione estiva 2010 il CAMeC presenterà un importante evento espositivo nato nell’ambito della collaborazione culturale con la città tedesca di Bayreuth, gemellata con La Spezia. Si tratta di un ulteriore capitolo della vocazione internazionale da sempre manifestata dal Centro spezzino, in approfondimenti monografici come questo (ricordiamo le mostre di Manolis Baboussis, Bizhan Bassiri, Jan Dibbets, Lawrence Ferlinghetti, Jan Jedlička, Din Matamoro, Klaus Münch, Nakis Panaiotidis, Patti Smith, George Tatge, Eduard Winklhofer) o in rassegne collettive, dedicate alla giovane arte contemporanea svizzera, alla collezione d’arte contemporanea dello Shanghai Art Museum, alla ricognizione dell’ultima produzione europea, con la Biennale Arti Visive.

In questa occasione Diet Sayler porta alla Spezia un progetto appositamente concepito per gli spazi del museo, una installazione site specific che ricorda un altro autorevole intervento italiano e ligure, ospitato nel 2001 nella storica sede di Palazzo Ducale a Genova. Assenti la stesura pittorica, la tela, il telaio (che in altre circostanze e momenti connotano il lavoro di Sayler), l’intervento nasce da un impianto concettuale mutuato dalla forma musicale della fuga, che si sposa con l’ambiente e le sue scansioni spaziali, e -muove da un progetto di intervalli regolari fra i segni basici di sua creazione, disposti in rapporti prestabiliti sia nella linea orizzontale di continuità di visione sia nella loro proporzione- (Marzia Ratti).

L’incontro di Sayler con La Spezia prevede inoltre, come già per Giuliano Tomaino, alcune azioni creative negli spazi urbani, già attuate altrove (fra l’altro nella sua Norimberga), contributo particolarmente caldeggiato dalla politica culturale del CAMeC, che intende aprirsi alla città.

Diet Sayler (Timisoara, Romania, 1939), vive l’esperienza della forzata emigrazione, trasferendosi a Bucarest e, dagli anni Settanta, a Norimberga, dove si stabilisce ed e’ docente presso l’Accademia di Belle Arti. Il Suprematismo russo e il Concretismo tedesco costituiscono le radici della sua astrazione, che si distingue per il rinnovato approccio alla pittura (con frequente impiego di telai sagomati dal perimetro irregolare) e per il suo superamento, a favore di operazioni installative. Molto spesso, come avverrà alla Spezia, l’autore interviene anche nello spazio urbano.

Marco Casentini

Da fine maggio l’ultimo piano del CAMeC ospita ancora una volta, dopo Giuliano Tomaino, un artista dai natali spezzini e dalla notorietà internazionale, Marco Casentini, che intorno ai trent’anni ha lasciato la sua città, peraltro molto amata, per abbracciare una dimensione culturale e produttiva di piu’ ampio respiro: la California, dove vive dalla fine degli anni Novanta, ma anche Milano, dove insegna presso l’Accademia di Brera, rappresentano i cardini della sua geografia biografica, spiccatamente cosmopolita.

Alla Spezia Casentini ritorna proponendo un percorso ampiamente antologico, punteggiato dalle tappe salienti dagli inizi ad oggi. Intorno all’astrazione di ambito geometrico, territorio esclusivo della sua ricerca, egli sperimenta e indaga in variazione, in composizioni policrome e monocrome, con l’inclusione di elementi extrapittorici quali il plexiglass, l’incursione nella terza dimensione con l’impiego di supporti dotati di profondità, dipinti anche sulla costa, la pittura murale, pensata e realizzata on site, in diretta interazione con l’architettura e la stereometria dell’ambiente ospitante. Anche al CAMeC e’ presente l’intervento diretto dell’autore, con diversi wall paintings.

Il titolo della mostra, All around, oltre ad alludere alla dilatazione dell’immagine mentale che sostanzia il pronunciamento creativo di Casentini, rappresenta il diretto riferimento all’opera omonima che recentemente il pittore ha donato alla città ed in particolare alle raccolte del CAMeC.

Marco Casentini (La Spezia 1961) affronta una formazione canonica (Liceo artistico, Accademia di Belle Arti) spingendosi ben presto oltre l’ambito provinciale e iniziando la sua attività espositiva in Svizzera, dove si appropria della lezione concretista elvetica. Intorno alla fine degli anni Ottanta si sposta a Milano, approfondendo l’astrazione classica italiana della storica scuola lombarda. Il viaggio e il trasferimento negli USA, insieme alla nascita del primo figlio, modificano la sua visione e l’impianto cromatico della sua pittura, che si apre ad una gamma amplissima e vivace.

CAMeC - Centro Arte Moderna e Contemporanea
Piazza Battisti 1, La Spezia
Orari: da martedi’ a sabato 10-13 e 15-19
domenica e festivi 11-19
chiuso lunedi’ e Ferragosto
Ingresso: intero 6 euro
ridotto 4 euro (gruppi di minimo 7 persone; ragazzi fra i 14 e i 18 anni; categorie convenzionate)
ridotto speciale e scuole 3 euro