
Nei quadri di Paola Repiccioli emerge attraverso l’astratto figurativo, l’amore per la donna. Una pittura che nasce dall’emozione fermando l’attenzione sulla bocca, come veicolo della comunicazione, della conoscenza e dell’amore. Il bacio come primo intimo rapporto tra due persone.
E: La caratteristica del tuo carattere?
P: La profonda sensibilità, devo vivere a fondo anch le negatività. Mi definisco Nostalgica-ottimista
E: Il tuo principale difetto?
P: Sempre la sensibilità quando diventa un eccesso con l’aggiunta della testardaggine
E: Il giorno più felice della tua vita?
P: La nascita delle mie figlie
E: E quello più triste?
P: Legato alla morte di qualcuno che c’è caro: Un pezzo di noi che se ne va!
E: Il lavoro che ti ha più soddisfatto?
P: Sempre l’ultimo, perchè è sofferto e…finalmente finito!
E: Quello che ti ha più deluso?
P: Mi delude molto chi è spocchioso nell’ambito artistico!
E: Cosa non cambieresti mai nella tua carriera?
P: Non rinuncerei mai alle mie emozioni e quindi dipingo solo quello che sento
E: Hai un motto?
P: Credere a me stessa
E: Come definisci il tuo lavoro?
P: Una vera fortuna
E: Le mostre attuali in programma?
P: La più vicina a giugno una personale a Portovenere all’Hotel Genio e una collettiva alla Fortezza Firmafede Sarzana dal 24-27 giugno 2010
E: Cosa hai in preparazione?
P: Sempre la donna orientale però senza il velo, la donna che si sta svelando: Donne (ri)Velate
Paola Repiccioli è nata a New York (USA) nel 1960.
Figlia di scultore, fin da piccola è entrata in contatto con il mondo artistico, osservando il padre e i suoi colleghi lavorare il marmo.
Rientrata in Italia, ha continuato a visitare laboratori e mostre degli amici di famiglia, sviluppando sensibilità ed interesse per ogni forma d’arte.
All’età di 13 anni incontra una pittrice che le insegna ad usare la spatola ed i colori ad olio: è l‘inizio del suo cammino artistico. Paola acquista infatti padronanza di questi due strumenti, che le permettono di esprimersi al meglio, e dà vita ai suoi primi lavori.
Paola continua a dipingere nel corso degli anni, utilizzando esclusivamente la spatola.
Nel 2005 decide di allargare i propri orizzonti, impiegando colori acrilici e a sperimentando nuove tecniche in grado di conferire tridimensionalità ai propri quadri.
Il frutto di questo lavoro ha dato origine a numerose mostre.

elisa mazza

























