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Franz Stahler Diverse sedi Monza

Scultura nomade, poesia dei materiali


A cura di Matteo Galbiati

Martedi 22 giugno inaugura la grande mostra personale dedicata allo scultore Franz Stähler, -Scultura nomade, poesia dei materiali-.

Promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Monza e dalla Fondazione Pietro Rossini con il coordinamento organizzativo di Leo Galleries, la mostra coinvolgerà l’intera città di Monza, che ospiterà in sette location altrettante opere ed interventi site specific dell’artista tedesco.

L’Assessore alla Cultura Alfonso Di Lio -Il progetto prevede un vero e proprio itinerario artistico nella città che coinvolge non solo il centro storico ma tutte le circoscrizioni che hanno aderito con entusiasmo all’iniziativa. L’artista ha visitato Monza ed ha scelto personalmente i luoghi in cui collocare le sue monumentali sculture. Il percorso inizia con una selezione di opere esposte in Arengario e si snoda nei punti chiave della città portando le opere dell’artista tedesco nelle piazze, nelle vie di periferia, negli spazi verdi e nei corsi d’acqua. Dopo la tappa monegasca le anfore, le gemme, i vetri e i collier di Stahler tracciano una nuova mappa artistica tutta da scoprire offrendo nuovi scorci e pensieri critici sul rapporto arte-spazio-città. Una mostra perfetta per l’estate monzese, che consente di portare l’arte tra la gente in linea con le altre attività proposte dal nostro Assessorato e da altri che esplodono all’aperto animando la città-.

Caratterizzato da una poetica che si lega in modo significante al contesto in cui le sue sculture si inseriscono, rigenerando ogni volta il proprio valore e senso, Stähler agisce fondendo tradizione e storia a innovazione e cambiamento con un lavoro che cerca un dialogo stretto proprio con il momento contingente della sua visione e partecipazione.

Le sue opere sono connotate da risoluzioni dimensionali e fisiche differenti in cui vengono esplorate le potenzialità di materiali eterogenei ma che, nonostante un’apparente disomogeneità visiva, preservano la coerenza e la forza della visione della ricerca e della poetica del loro esecutore, fondata su un’idea di emozione leggera e coinvolgente.

Con forme semplificate e concise, a volte evocative nella loro immediatezza, le opere di Stähler non necessitano di artefazioni o elementi ridondanti e, per questa attribuzione di minimale schiettezza, alimentano un suggestione spontanea e sincera che diventa accessibile e avvicinabile alla sensibilità di un pubblico allargato e diversificato. Stähler viene incontro al sentire di tutti e trova sempre la chiave di accesso ad ogni singola esperienza, ponendo sempre l’individualità del sentire dell’osservatore in una singolare tensione ed empatia con l’opera.

Proprio per questa comunicazione diretta che le sue sculture suscitano, l’intenzione principale nel progetto espositivo da parte dell’artista, del curatore, delle galleriste e degli organizzatori e’ stata quella di proporre le opere, considerando la peculiare caratteristica di ciascuna, non solo nello spazio espositivo canonico ma di disseminarle nell’intero tessuto cittadino.

Cosi’, dopo la grande mostra di Montecarlo, Stähler si pone nuovamente in un impegnativo progetto che vuole sottolineare la capacità dell’arte di aprire un dialogo stretto con il pubblico nei luoghi e negli istanti della sua quotidianità. Partendo dal nucleo centrale della mostra ospitata nella suggestiva sala dell’Arengario, dove sono presentate sia opere a parete sia piccole sculture di legno fossile, il percorso espositivo, indicativo delle fasi salienti della sua ricerca, si distribuisce per le vie e le piazze monzesi attraverso la dislocazione di dieci installazioni che fanno dilatare l’esposizione a tutta la città, dal centro a ciascuna delle cinque circoscrizioni in cui si divide.

La mostra non si chiude nei canonici e limitanti confini dello spazio espositivo, ma cerca la vocazione prioritaria della scultura di Stähler di farsi momento circostanziato e specifico nel luogo e nel tempo della sua presenza, e di far arrivare all’insieme della città l’interezza e l’unicità della mostra con scenari privilegiati e altrove irripetibili. In occasione della mostra verrà, in un secondo momento, pubblicato un catalogo bilingue che, oltre al saggio critico scritto da Matteo Galbiati ed un aggiornato apparato bio-bibliografico dell’artista, documenterà proprio gli interventi di Stähler nel capoluogo brianzolo.

Franz Stähler e’ nato nel 1956 a Niederzeuzheim in Germania, vive e lavora principalmente in Italia. -Nel 1975 ha iniziato a lavorare con il materiale ceramico per poi far uso di mattoni e querce di brughiera naturalmente annerite nel corso dei secoli. Continua ancor oggi ad affascinarlo la disposizione e l’uso di materiali differenti. Nel 1987 ha vinto il Premio Faenza per la scultura ceramica.-Ha esposto in numerose mostre in Germania, Italia, Francia, Egitto e Stati Uniti e molte sue opere sono disposte in permanenza al pubblico. Si possono ammirare sue opere a Baden Baden, a Boeblingen, al Mathildenhoehe di Darmstadt, al Parco La Gironda di Bologna, al Centro d’Arte La Loggia di Montefiridolfi, al Museo Internazionale della Ceramica di Faenza, alla Fondazione Pietro Rossini di Briosco, al Chermes Labyrintgarten Tenuta Kränzel, al porto nuovo di Varazze.

Immagine: Franz Stahler-Campane della terra

Leo Galleries
via Raffaele De Gradi 10, Monza

Inaugurazione Martedi’ 22 Giugno 2010
Conferenza stampa ore 12.30 - Arengario. Vernissage ore 18.30 - Arengario

Diverse sedi - Monza (MB)
Arengario - Piazza Roma (apertura serale)
Leo Galleries (Da martedi’ a sabato 10.00-12.00 e 16.00-19.00 o su appuntamento)
Via Raffaele De Gradi 10
Via Marelli - Parco pubblico
P.zza S. Pertini
Via G. D’Annunzio
P.zza Trento e Trieste
P.zza Carrobiolo
Via Bergamo