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I profanatori di Cuccia

Estorsione, satanismo, atto terroristico. Cosa si nasconde dietro l'orrendo trafugamento della salma del grande Enrico?

Sulla tomba aveva voluto solo un semplice “Enrico”, proprio come quella della moglie, “Idea”. E’ stata la donna che da anni ha il compito di accudire settimanalmente la cappella mortuaria della famiglia Cuccia ad accorgersi che qualcosa non andava. Il marmo della lapide in basso era spaccato. Il resto l’hanno scoperto i carabinieri: la paratia di mattoni era stata demolita e la bara trafugata.

Le piste seguite, sino a questo momento, sono varie e vanno dall’estorsione (anche mafiosa), ai riti satanici fino all’ipotesi di un gesto intimidatorio verso Mediobanca. L’ultima possibilità, venuta fuori solo in un secondo momento, ha messo in apprensione anche Vincenzo Maranghi, delfino di Cuccia e suo erede al timone della grande banca d’affari.

E’ da accertare anche la data della profanazione: l’opera e’ sicuramente di professionisti, attenti anche ai particolari. In ogni caso, secondo gli investigatori, i criminali avrebbero agito nella notte tra giovedì e venerdì. Il giorno prima della scoperta della rottura della lastra di marmo del loculo.