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Intesa: il 15 ottobre incontro con i sindacati

Esuberi e disdetta dei contratti integrativi i punti caldi in programma. 7.800 posti di lavoro a rischio.

L’arrivo di Corrado Passera alla guida di IntesaBci era stato salutato quasi solennemente dalla Borsa, con un rialzo per il titolo a livelli quasi record. Qualche mese dopo si è capita meglio la motivazione: nel fare il lavoro “sporco”, Passera è uno dei migliori manager in circolazione. E il lavoro “sporco”, in un colosso come IntesaBci, vuol dire soprattutto programmare tagli al personale.

L’annuncio di 7.800 esuberi, nelle attività italiane, era più o meno nell’aria. Meno prevedibile era il recesso unilaterale da tutti i contratti integrativi, accordi aziendali e accordo 13 aprile 2001, decisione definita “provocatoria” dalla maggioranza dei sindacati, che criticano un “simile sconcertante metodo di relazioni sindacali”. D’altronde, per comprendere al meglio i metodi di Passera, potremmo andare a visionare il suo recente passato alla guida delle Poste Italiane, dove i rapporti con i sindacati non erano propriamente cordiali.

In ogni caso, il management di IntesaBci e i rappresentanti sindacali si vedranno il 15 ottobre per cercare di riprendere il dialogo. Una convocazione per ora verbale (almeno così dicono i sindacati), ma all’incontro dovrebbero partecipare, tra gli altri, proprio l’amministratore delegato della banca, Corrado Passera, il responsabile delle risorse e dell’organizzazione, Francesco Micheli, e i rappresentanti dei sindacati nazionali di settore e aziendali di Fabi, Fisac-Cgil, Falcri, Federdirigenti, Fiba/Cisl e Uilca.

Tuttavia questi colloqui dovrebbero essere pro-forma, in quanto l’azienda mantiene ferma la data del 2 ottobre per l’inizio della procedura preliminare alle operazioni di ristrutturazioni e volta a garantire 40 giorni di trattativa fra le parti. Confermata, infine, la mobilitazione e l’avvio della procedura di legge per la proclamazione dello sciopero.