Questo sito contribuisce alla audience di

Financial Times: "Credibilità di Profumo danneggiata"

La battaglia sulle Generali definita "lotta di potere indecorosa". I titoli del Leone di Trieste sono sopravvalutati rispetto alla media europea. E tutto questo per togliersi di mezzo Maranghi.

>br>

Ne valeva la pena, dottor Profumo? Il Financial Times, mai troppo tenero con il capitalismo nostrano, definisce “lotta di potere indecorosa” quella in corso tra i banchieri italiani sulle Generali. Una lotta che ha “gravemente danneggiato la reputazione di Alessandro Profumo, amministratore delegato di UniCredito e in precedenza il banchiere più stimato d’Italia”.

Considerazioni velenose, soprattutto perché per gli anglosassoni “é difficile digerire” il fatto che il gruppo Generali sia il primo in Europa in termini di capitalizzazione. Il gruppo assicurativo è uno dei pochi ad avere un bilancio “solido” ed il suo piano strategico triennale dà “agli investitori qualcosa in cui sperare”. Tuttavia, osserva il Ft, non sono questi i motivi per cui il titolo Generali dall’inizio dell’anno ha superato del 31% la media del settore assicurativo europeo. Ma questo è dovuto, più che altro, agli acquisti sul mercato dovuti alla battaglia campale tra Maranghi da una parte e i suoi oppositori dall’altra.

Tra questi oppositori viene inserito anche Fazio: “La Banca d’Italia, UniCredito ed i suoi alleati stanno cercando di costruire una posizione nelle Generali per avere la meglio su Mediobanca”. I titoli del Leone di Trieste sono apprezzati oggi circa il doppio rispetto alla media del settore, e “coloro che non sono coinvolti in questa lotta dovrebbero trarre vantaggio da una valutazione completamente separata dai fondamentali economici”. In parole povere: piccoli investitori, forse è arrivato il momento di vendere.