La risposta l’ha data lui stesso, durante un convegno della Irish Bank Federation a Dublino: “‘L’epoca delle acquisizioni e’ finita, ora ci focalizziamo sulla crescita interna”. E per un amministratore delegato con la sua personalità, capace di fondare la prima banca realmente “europea” con una crescita dimensionale basata sulla via esterna, cresciuta come l’antico Impero Romano per tutta Europa con continue acquisizioni, questa dichiarazione assume più il tono di un’ammissione di sconfitta o di ritirata, non si sa fino a che punto strategica.
Il momento non sembra adatto per giocare nuovamente in attacco. Gli analisti di Merrill Lynch hanno pubblicato in questi giorni uno studio sulla tenuta dei bilanci delle maggiori banche europee di fronte all’eventualità di uno scenario di mercato negativo nelle peggiori condizioni prevedibili, una sorta di “stress test” dalla quale Unicredit esce con le ossa rotte. Partendo dall’assunto che Profumo stimi un Core Tier 1 Ratio del 6,5% a fine anno, considerando gli impatti negativi dello scenario della simulazione, lo stesso scenderebbe al 5,7%. Pertanto per raggiungere un target di patrimonializzazione adeguata elevato al 7%, ad Unicredit sarebbero necessari 7,4 miliardi di euro, con una diluizione pari al 25%. Dunque un altro salasso (eventuale) per i principali azionisti tra cui le Fondazioni Cariverona, Carimonte e Crt, già in prima fila nel sostenere l’aumento di capitale di 6,6 miliardi già approvato il 6 ottobre, che prevede un’emissione obbligazionaria convertibile per 3 miliardi e il pagamento del dividendo 2008 in azioni per 3,6 miliardi invece che in contante.
Insomma, lacrime e sangue per i principali azionisti (tra i quali le Fondazioni Cariverona, Carimonte e Crt), che si vedono ora affiancati da nuovi soci piuttosto ingombranti, i fondi sovrani libici coordinati dalla banca centrale di Tripoli. Al di là delle dichiarazioni favorevoli di facciata (”Libici benvenuti” ha titolato il Sole 24 Ore, citando i commenti di Carlo Pesenti e Piero Gnudi), i soci italiani sanno che, considerato il rilevante investimento di oltre un miliardo, i libici non si limiteranno a recitare il ruolo di semplici portatori d’acqua. Con l’incremento della quota al 4,23% (e con la promessa di arrivare sino al 5%), come minimo chiederanno la rappresentanza in cda, per poi magari reclamare una delle cinque vicepresidenze. Per questo motivo sono già cominciati i sondaggi informali per valutare la disponibilità di qualche consigliere a dimettersi, per evitare di dover far approvare dall’assemblea il passaggio da 23 a 24 membri. A rigor di logica potrebbe cedere un posto la Carimonte Holding, che in questo momento ha tre rappresentanti in consiglio contro i due delle altre fondazioni.
Lo scenario per Profumo comincia a farsi cupo. I libici adesso hanno un atteggiamento amichevole, parlano di investimento di lungo periodo, ma rappresentano pur sempre un elemento di novità di cui non si può star troppo tranquilli. Lo stesso a.d. si è reso conto della potenziale tenaglia che si sta stringendo intorno a lui, lasciandosi andare ad alcune dichiarazioni preoccupate e in un certo senso sorprendenti. “Avendo la possibilita’ di tornare indietro l’aumento di capitale di Unicredit andava fatto a inizio 2008 e ora avrei una differente robustezza patrimoniale”. “Se abbiamo deciso di rafforzare il capitale, abbiamo commesso qualche errore”. “Se avessi saputo, quando un anno fa il ciclo era ancora positivo e nessuno si immaginava che sarebbe cambiato così rapidamente, non avrei usato il capitale in eccesso che avevo per acquisizioni al picco del ciclo”.
In altre parole: la fusione con Capitalia è stata uno spargimento di sangue. Più che rassicurare, come fece nei primi giorni della crisi al Tg1 e su Sky Tg24, ha recitato una sorta di mea culpa , impersonando la crisi del sistema, come in questi anni ha impersonato gli acquisti, le integrazioni ed i successi di una banca che sembrava invincibile. Una coraggiosa assunzione di responsabilità, ma alla fine qualcuno gliene chiederà conto?

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jessica traversa
27 Oct 2008 - 16:37 - #1mai articolo mi è stato piu’ utile per capire la dinamica delle scelte strategiche del buon vecchio “profumo”…a quando il prossimo articolo??
Complimenti