L’anno peggiore per il M&A in Italia dal 2004 si conclude in extremis con la vendita del Cerved, il database online che contiene le informazioni societarie delle Camere di Commercio. Questa operazione potrebbe essere il preludio di una ritrovata vivacità, considerato anche che nei mesi scorsi la vendita della società sembrava essersi bloccata per difficoltà relative al financing, tanto che era stato paventato uno slittamento al 2009 o persino un mancato closing finale. Invece, con una sorta di blitz prefestivo, i fondi Bain (per l’80) e Clessidra (20%) hanno acquisito la quasi totalità della società veicolo CeBi, che custodisce l’85% di Cerved, con una delle operazioni più grandi fatte quest’anno dai fondi in Italia (535 milioni). Bain, inoltre, conferirà Lince (società leader in Italia nei rating aziendali, di proprietà della controllata TeamSystem) dentro la newco che controllerà Cerved, creando così un campione nazionale.
In dettaglio. I principali azionisti di Centrale dei Bilanci (“CeBi”): Intesa Sanpaolo (24,7% del capitale), UniCredit (22,8%), MPS (12,6%), Banco Popolare (10,8%), Banca d’Italia (9,0%), BNL - Gruppo BNP Paribas (7,0%) e UBI (5,0%), hanno finalizzato la cessione a Bain Capital e Clessidra SGR del 92% circa del capitale di CeBi, che a sua volta controlla (85%) Cerved Business Information, società leader nella business information in Italia.
Il prezzo offerto da Bain Capital e Clessidra SGR è pari a € 535 mln (Enterprise Value del 100% di CeBi).
Per il gruppo Intesa Sanpaolo, l’operazione è attesa avere un effetto positivo sull’utile netto consolidato pari a circa 90 milioni di euro e sul Core Tier 1 ratio pari a circa 2 punti base. Per UBI Banca, la cessione della quota posseduta, pari al 5,0% del capitale, è attesa comportare una plusvalenza netta dell’ordine di € 20 milioni circa. Per Unicredit, la vendita della quota del 22,8% consentirà di realizzare una plusvalenza netta, dopo le imposte e gli oneri di cessione, di 89 milioni di euro.
Nell’operazione le banche venditrici sono state assistite da Leonardo & Co. e da Credit Suisse in qualità di financial advisor, dallo Studio Grimaldi e Associati e dallo Studio Carbonetti per gli aspetti legali, da Accenture in qualità di autore del market report e da PWC in qualità di consulenti impegnati nella due diligence finanziaria, fiscale, HR e IT. L’operazione è soggetta alle valutazioni dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.

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