Intesa Sanpaolo: Modiano getta la spugna

Dopo lo sconto con l'a.d. Corrado Passera, Modiano preferisce dimettersi prima di arrivare alla resa dei conti in consiglio di gestione. Al suo posto Francesco Micheli.

Alla fine ha prevalso la linea “morbida” di Bazoli. Pietro Modiano lascia Intesa Sanpaolo, rifiutando altri incarichi nel gruppo, evitando lo scontro nel consiglio di martedì 16. E prima che in quest’ultimo si dovesse ricorrere alla sfiducia formale. Un comunicato della banca annuncia che il rapporto con il direttore generale vicario è stato «risolto consensualmente». Al posto di Modiano, come direttore generale della Banca dei Territori, dovrebbe andare l’altro direttore generale, Francesco Micheli, che sarà affiancato da un manager operativo (probabilmente scelto tra gli ex-Sanpaolo, stessa provenienza di Modiano).

Nel consiglio di martedì è attesa la presentazione del piano di riorganizzazione della divisione retail che fa capo, appunto, alla Banca dei Territori. Quello stesso piano che, pare, sia stato l’origine dei dissapori tra Passera e Modiano, in particolare su punti relativi all’accorciamento della catena distributiva, e che ha causato la difesa di Enrico Salza e dello stesso Giovanni Bazoli nei confronti dell’amministratore delegato. Per poi esprimere in una nota «il loro vivo apprezzamento per l’opera svolta dal dottor Modiano in questi primi due anni di integrazione tra Sanpaolo Imi e Banca Intesa». Modiano, nel frattempo, è già stato designato quale presidente della Carlo Tassara, la holding di Romain Zaleski. Al manager spetterà la delicata mansione di gestire il pacchetto azionario che il finanziere custodisce nella holding di Breno. E, guarda caso, fra i “gioielli” di famiglia e’ compresa la quota del 4,6% di Intesa Sanpaolo.

Da segnalare, inoltre, una fenomenale dichiarazione del presidente del gruppo parlamentare Pdl al Senato, Maurizio Gasparri, che in relazione alla “buonuscita” di Modiano ha detto: “Mi risponderanno che è il mercato che decide, tuttavia trovo davvero inopportuno che in un momento di crisi economica, con le banche responsabili di molti errori, Modiano ottenga una buonuscita di 3,7 milioni di euro da Banca Intesa. Ancora un cattivo esempio da una casta, questa davvero tale, di potenti mandarini che affogano nel denaro. Modiano, che leggiamo ha subito ottenuto un nuovo ricco incarico, farebbe un bel gesto rinunciando a questo mega assegno. E il mondo bancario sappia che in Parlamento non faremo regali a gente che disprezza i problemi della gente comune. Non finisce certo qui”. Il concetto sarebbe anche condivisibile, ma purtroppo ad esporlo è un parlamentare di lungo corso, ex-ministro della Repubblica, in quanto tale appartenente alla “Casta” per definizione. Il tutto, insomma, appare purtroppo involontariamente comico.

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