La Ue dice sì alla Francia

Via libera al piano di salvataggio francese al rafforzamento patrimoniale delle banche. Prestiti a tasso medio dell'8%. Si stempera il clima teso tra Parigi e Bruxelles.

Via libera per Parigi al sistema di rafforzamento dei fondi propri delle sei banche principali. “La Commissione Europea ha autorizzato un meccanismo di rafforzamento dei fondi propri degli istituti di credito concepito dalla Francia per stabilizzare i mercati finanziari, ripristinare la concorrenza e consentire alle banche francesi di aumentare i loro prestiti all’economia reale”, ha dichiarato in conferenza stampa il Commissario europeo alla Concorrenza, Neelie Kroes. Si è così ritornati a rapporti tranquilli tra Francia e Commissione Europea, dopo le forti polemiche di questi ultimi giorni, anche se la Kroes ha sottolineato che non poteva più accettare che “alcuni governi” accusino Bruxelles di non fare tutto il possibile per esaminare con celerità i progetti di aiuto pubblico nel settore bancario. Con forte probabilità, alludeva alle dichiarazioni del primo ministro francese, François Fillon, che sabato scorso si era dichiarato contrariato di fronte alle esitazioni della Commissione nel dare l’ok definitivo al piano francese.

In particolare, il principale nodo era sul prezzo dell’iniezione di capitale pubblico negli istituti che sono fondamentalmente in equilibrio e sani, ma che a causa della crisi finanziaria sono sottoposte a forti pressioni per aumentare i mezzi propri. Bruxelles aveva indicato un tasso del 10%, Parigi puntava all’8%. Bruxelles temeva il rischio di vedere le banche private avvantaggiarsi, a livello concorrenziale, rispetto alle altre che non utilizzeranno i fondi statali; rischio oggettivamente presente per le banche italiane, che fino ad ora non hanno avuto necessità di ricorrere ad interventi di questo genere.

Per Bruxelles, comunque, l’intero schema è compatibile con le regole Ue e “fornisce garanzie sufficienti che i capitali messi a disposizione dello stato siano effettivamente usati per finanziare l’economia reale senza provocare distorsioni indebite della concorrenza”. Il via libera ai francesi, pertanto, spiana la strada ad altre autorizzazioni, in primis Austria e Germania. Anche se, per quest’ultima, la Kroes si aspetta “che la Germania fornirà un aggiustamento del suo schema nazionale, che dovrebbe mettere a punto una soluzione nei riguardi di Commerzbank“. In ogni caso, è il primo via libera dopo la pubblicazione delle nuove linee guida per le ricapitalizzazioni bancarie.

In dettaglio. Lo Stato assumerà partecipazioni sottoscrivendo titoli di debito subordinato “non core Tier 1″ (capitale ibrido) emessi dagli istituti remunerati a tasso fisso per cinque anni e successivamente a tasso variabile. La remunerazione sarà in media dell’8% e terrà conto di tre fattori: grado di solvibilità attraverso la componente credit default swaps, che modula la remunerazione in funzione del grado di rischio; la durata dell’intervento statale (il tasso di remunerazione aumenta col tempo) e la necessità che il prestito coincida con una ristrutturazione che includa un cambiamento del management e della governance.

Le banche dovranno impegnarsi a definire misure sulle remunerazione dei vertici e degli operatori di mercato, trader compresi e a rispettare regole etiche che comportano “restrizioni alle remunerazioni dei dirigenti”. Saranno limitate anche le indennità di uscita dei dirigenti mandatari e proibite quelle di uscita in caso di fallimento dell’impresa o di errori del dirigente in questione o di dimissioni volontarie. “Livello della remunerazione dei titoli, meccanismo di rimborso del capitale assicurano che la presenza dello stato nel capitale delle banche sia limitato nel tempo allo stretto minimo necessario”. Non viene fatto alcun cenno alla politica dei dividendi.

Gli istituti interessati sono BnpParibas, Société Générale, Credit Agricole, Caisse d’epargne, Banque Popoulaire e Credit Mutuel. Il presidente francese Nicolas Sarkozy si è rallegrato del via libera, stanziando già per “i prossimi giorni” 10,5 miliardi di euro, una somma che potrebbe anche essere raddoppiata a breve. Il capo dello stato ha anche infatti indicato di aver chiesto al ministero dell’economia di aprire “immediatamente discussioni con le reti bancarie francesi per esaminare l’opportunità di una seconda tranche” delle stessa entità. Per questa seconda tranche Parigi non ha bisogno di chiedere il benestare di Bruxelles in quanto la commissione europea ha dato il suo accordo a un piano di sostegno di 21 miliardi di euro.

Peeplo News

Attualità e Notizie su Peeplo News.

Cercale ora!