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Banca Popolare di Milano: approvata la nuova governance

Approvate a larga maggioranza le modifiche sollecitate da Bankitalia. Ma la Fabi-Fiba non partecipa al voto.

I soci della Banca Popolare di Milano approvano la nuova governance deliberata dal cda e sollecitate dalla Banca d’Italia. L’assemblea straordinaria e ordinaria dei soci, che ha visto la partecipazione (in proprio o per delega) di oltre 2.500 soci, (di cui 1.768 in proprio e 744 per delega), alla Fieramilanocity di Milano, ha approvato a larghissima maggioranza (2.255 favorevoli, 11 contrari, 3 astenuti) le modifiche dello statuto e, all’unanimità, le collegate modifiche del regolamento assembleare. Questo comunque senza però la presenza in sala del principale raggruppamento di dipendenti-soci, la Fabi-Fiba, critico nei confronti della nuova governance. Come d’altronde la stessa Fabi-Fiba era stata critica sulle scelte del presidente Roberto Mazzotta in questi ultimi anni facendo saltare le aggregazioni con Bper e Unipol e provocando l’uscita del direttore generale Fabrizio Viola. Una situazione che aveva provocato l’intervento di Banca d’Italia e l’adozione di un nuovo statuto che regolamenta (o limita fortemente, secondo altre interpretazioni) il potere dei dipendenti-soci.

I vertici dell’istituto esprimono soddisfazione per l’esito dell’assise dopo i lunghi contrasti interni, e richiamano ancora una volta all’unità interna necessaria per affrontare il momento di crisi dei mercati e le nuove sfide. “Il risultato di oggi non è chi ha vinto o chi ha perso, ha vinto la banca”, ha sottolineato al termine dell’assemblea Mazzotta. “A chi non è venuto dico di lasciare perdere, dobbiamo lavorare insieme”, ha aggiunto. “Credo che questa assemblea sia stata molto positiva. Ha mostrato una banca molto forte e unita e che accetta anche le riforme e i cambiamenti con spirito assolutamente positivo”. Terminando con un perentorio: “Basta con le beghe”.

In sintesi. Le modifiche proposte riguardavano la riduzione dei componenti del consiglio di amministrazione da 20 a 16, cui si aggiungono attualmente - in forza degli impegni contrattuali assunti dalla banca - 2 ulteriori amministratori espressione di partner strategici e industriali (Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria e Crédit Industriel et Commercial, Gruppo Crédit Mutuel); l’incremento a 4 del numero minimo degli amministratori indipendenti ai sensi dell’articolo 147-ter del Tuf; una rimodulazione del premio di maggioranza alla lista che ottiene più voti in assemblea per il Cda con l’assegnazione della “metà più uno di amministratori da nominare” (quindi 10 su 18 rispetto al precedente 16 su 20).

Le modifiche riguardano inoltre la riduzione a 7 del numero massimo dei componenti il comitato esecutivo; l’attribuzione di un componente effettivo del collegio sindacale (e di uno supplente) ad una lista presentata da organismi di investimento collettivo in valori mobiliari, alla sola condizione che la stessa abbia ottenuto un numero di voti non inferiore al 5% dei voti complessivamente espressi.

Approvata anche una regolamentazione statutaria più dettagliata dei poteri del direttore generale (il cda avrà funzioni di indirizzo e controllo mentre alla direzione generale farà capo la gestione); la riduzione a 2/3 del quorum assembleare deliberativo richiesto per le modifiche statutarie anche nel caso di fusioni; l’applicazione dei quorum assembleari previsti per le assemblee ordinarie nel caso di delibere da assumere per conformarsi alle prescrizioni dell’organo di vigilanza emanate a fini di stabilitá o per adeguamento a disposizioni normative.