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Royal Bank of Scotland, perdita record nel 2008

L'istituto affondato dai subprime americani e dall'acquisto incauto di Abn Amro. E' il rosso più clamoroso di tutti i tempi tra le grandi imprese della Gran Bretagna. Gordon Brown irritato, ma reagisce con un robusto piano di interventi pubblici.

Royal Bank of Scotland ha annunciato una perdita di 28 miliardi di sterline (circa 41 miliardi di dollari) nel 2008. Si tratta della perdita più grande di ogni tempo in Gran Bretagna per quanto riguarda le grandi imprese ed è legata essenzialmente alle politiche di espansione esterna della banca. Il rapporto reso noto oggi precede i risultati annuali della banca che saranno pubblicati il 26 febbraio. Nel documento Royal Bank of Scotland spiega che “le condizioni del mercato e del credito sono state particolarmente difficili nel quarto trimestre 2008″.

La perdita ante oneri straordinari legati alle acquisizioni è tra i 7 e gli 8 miliardi di sterline (tra 7,8 e 8,9 miliardi di euro). Secondo quanto anticipato dal management, gran parte di questo risultato negativo sarebbe da imputare alla disastrosa acquisizione della banca olandese Abn Amro, il cui esborso complessivo sarebbe nell’ordine dei 15-20 miliardi di sterline.

La Borsa ha reagito negativamente, facendo crollare il titolo ad un meno 66,57%, a 11,60 pence (ad inizio 2008 ne valeva più di 300). Moody’s ha invece ridotto i rating del gruppo Rbs e ha indicato un outlook negativo. Il rating senior e’ stato abbassato da Aa1 a Aa3, il merito sulla forza finanziaria e’ stato abbassato a B (era a livello C-). Il rating sul breve P-1 e’ stato invece confermato. La riduzione riflette le attese dell’agenzia di significative perdite future, al di la’ di quanto ha indicato la banca stessa.

Intanto, il governo britannico convertirà le azioni privilegiate della banca in azioni ordinarie, portando la sua partecipazione dal 57,9% a circa il 70 per cento. Inoltre, tra i provvedimenti annunciati per aiutare l’istituto, ci sarà un aumento di capitale da 5 miliardi di sterline sottoscritto da investitori privati. E’ stato infine annunciata (insieme da altre misure destinate al sistema creditizio) la creazione di un nuovo fondo da 50 miliardi di sterline presso la Banca d’Inghilterra, garantito dal Tesoro, per acquistare asset ed aumentare la massa monetaria. Operazioni che comunque si stanno rivelando piuttosto costose, visto che secondo la Commissione Europea faranno schizzare il deficit quasi al 9% del Pil.

Duro giudizio del premier Gordon Brown: «Quasi tutte le loro perdite si sono verificate sui subprime in America o solo legate all’acquisizione di Abn Amro. Si tratta di rischi irresponsabili assunti dalla banca usando i depositi in Gran Bretagna - ha affermato - Decidere di comprare Abn è stato un errore. Certo che sono arrabbiato con Rbs per quanto accaduto». Il Ministero delle Finanze preferisce chiarire il senso dei nuovi aiuti di Stato al settore: «Con l’aggravamento negli ultimi due mesi del rallentamento economico mondiale, il governo annuncia oggi un pacchetto completo di misure per rafforzare la stabilità del sistema finanziario - ha spiegato il Cancelliere dello Scacchiere Alistair Darling - accrescere la fiducia e la capacità di credito e sostenere il rilancio dell’economia».

Dal canto suo, Abn Amro è invece riuscita a chiudere il 2008 in utile per 3,5 miliardi di euro, prevalentemente grazie ad una plusvalenza da 16,5 miliardi realizzata con la cessione di Banca Antonveneta, sia con quella di Banco Real. Ricordiamo, inoltre, che Antonveneta fu ceduta al Banco Santander, per poi essere girata al Monte Paschi per 9 miliardi di euro nel novembre 2007. Cifra già allora ritenuta eccessiva.