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Banco Popolare: Saviotti nomina il nuovo dg e Fagioli lascia

Grandi movimenti sul fronte Banco Popolare. Saviotti lancia Massimo Minolfi come direttore generale unico. Lascia Enrico Maria Fagioli, per il quale pende la richiesta di rinvio a giudizio per il fallimento Hdc, da discutere il 19 febbraio.

Il consiglio di gestione del Banco Popolare, su proposta del consigliere delegato Pierfrancesco Saviotti, ha nominato il direttore generale unico nella persona di Massimo Minolfi. La nomina segue le linee guida fissate nel 2008 in tema di modifiche organizzative e snellimento degli organi di governo delle banche di territorio, con la riduzione del numero dei componenti dei consigli di amministrazione e la soppressione dei comitati esecutivi. Minolfi, che lascia la carica di amministratore delegato della Banca Popolare di Lodi, sarà direttore generale con responsabilità diretta di retail, corporate, crediti e rete internazionale.

Viene inoltre confermato Franco Baronio nella carica di amministratore delegato di Banca Popolare di Verona - S. Geminiano e S. Prospero, che ottiene inoltre la delega per le attività propedeutiche all’innovazione e allo sviluppo industriale e organizzativo di gruppo, oltre alla gestione delle partnership industriali. In sostituzione di Minolfi, Maurizio Di Maio è stato indicato quale amministratore delegato della Banca Popolare di Lodi. La nomina lascia scoperta la stessa carica al Credito Bergamasco, anche se il sostituto verrà individuato nei prossimi giorni. Saviotti si è inoltre riservato di portare ai prossimi consigli altre delibere attuative, riguardanti in particolare l’area finanza.

Questa tornata di nomine non è rimasta priva di conseguenze. Il Banco Popolare ha comunicato che Enrico Maria Fagioli Marzocchi ha rassegnato, per scelta professionale, le proprie dimissioni da Consigliere di Gestione del Banco Popolare e da Amministratore delegato di Efibanca. Oltre ad un possibile disaccordo con la linea seguita dal nuovo consigliere delegato del gruppo, potrebbe anche trattarsi di una decisione dettata dalla richiesta di rinvio a giudizio nell’ambito dell’inchiesta sul fallimento di Hdc, la holding della comunicazione di Luigi Crespi, fallita nel marzo 2004 in una voragine finanziaria valutata sui 40 milioni di euro.

Il prossimo 19 febbraio, infatti, il gup di Milano Giovanna Verga, dovrà decidere sul rinvio a giudizio di Luigi Crespi e di altre 18 persone imputate in relazione al fallimento di Hdc. Tra gli imputati figurano il presidente di Mediaset Fedele Confalonieri, accusato di favoreggiamento, l’ex ad di Banca Popolare Italiana, Giampiero Fiorani, il vicepresidente di Mediolanum, Alfredo Messina, accusato di favoreggiamento; Fulvio Pravadelli, ex consigliere delegato dell’area amministrazione e finanza di Publitalia 80. Enrico Maria Fagioli è accusato di bancarotta fraudolenta e falso in bilancio: secondo quanto affermato dalla pubblica accusa, era a conoscenza del dissesto finanziario di Hdc e ne avrebbe ritardato il fallimento.

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