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Banco Popolare fa richiesta di Tremonti bond per 1,45 mld

L'istituto guidato da Pier Francesco Saviotti rompe gli indugi e "ordina" 1,45 miliardi di euro. Preziosi per risolvere il nodo Banca Italease, ormai avviata verso il delisting con eventuale scorporo delle attività.

Si attendeva al varco qualche altra banca di primario livello, ed invece il Banco Popolare diventa il primo istituto di credito a chiedere (o, meglio, ad avere il coraggio di chiedere) l’accesso ai Tremonti Bond. La banca, si legge in una nota, «in relazione alla pubblicazione del Decreto Ministeriale del 25 febbraio 2009, attuativo del Decreto Legge n. 185/08, nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana del 7 marzo 2009, comunica di aver presentato al Ministero dell’Economia e delle Finanze e alla Banca d’Italia formale istanza per l’emissione degli strumenti finanziari di patrimonializzazione di cui all’art. 12 del citato Decreto Legge”. L’istituto ha poi precisato in una nota di avere fatto richiesta per l’emissione dei cosiddetti Tremonti bond per un ammontare di 1,45 miliardi di euro, confermando la cifra già anticipata in precedenza dal Sole 24 Ore. “E’ una operazione opportuna che, anche in chiave prospettica, assicurerà una patrimonializzazione adeguata al gruppo, consentendo di rafforzare il sostegno alle famiglie ed alle piccole e medie imprese”, commenta l’ad Pier Francesco Saviotti.

Il mercato sembra aver apprezzato, pur in una giornata di generale euforia per i bancari, portando il titolo del Banco Popolare a +4,31% (1,96 euro) e la controllata Banca Italease a +9,95% (1,18 euro). Voce fuori dal coro, il presidente dell’Adusbef, Elio Lannutti, che in una nota sottolinea che “la cifra richiesta è grosso modo il doppio di quanto Banca Italease, principale controllata del Banco Popolare, non abbia rischiato e perso con i prestiti facili e con i prodotti derivati appioppati alla clientela, che portarono agli arresti degli ex amministratori anche per il reato di associazione a delinquere, in primis Massimo Faenza“. Da qui un interrogativo dell’Adusbef: “Ma se le banche che accedono ai Tremonti Bond, dovranno pagare il tasso dell’8,5% contro un costo di raccolta media del sistema bancario pari all’1,43% ricaricato di 6 volte (Bollettino Statistico BCE Moneta e Banca del 9.3.2009, pag 44), a quanto dovranno vendere quel denaro preso in prestito dall’ineffabile ministro per conseguire margini di guadagno e consentire cosi’ di rafforzare il sostegno alle famiglie ed alle piccole e medie imprese?”. In altre parole, per l’associazione dei consumatori, con i tassi richiesti sui Tremonti Bond il Governo contribuirebbe ad “alzare il costo del denaro, invece che a calmierarlo”.

Si cerca intanto di trovare una veloce soluzione per il nodo Banco Italease. Banco Popolare ha annunciato che le “negoziazioni sono in stato avanzato tra i componenti del Patto, finalizzate ad individuare la soluzione, tra quelle tuttora considerate in via alternativa, da definirsi ed attuarsi in tempi molto brevi”. Banca Italease ha smentito intanto indiscrezioni stampa che parlavano di “azzeramento del patrimonio netto”, definendole “senza fondamento”. Conferma, invece, che la crisi economica sta “influenzando l’evoluzione del profilo di qualità del portafoglio crediti del gruppo, caratterizzato anche dalla presenza di grandi esposizioni riconducibili al settore immobiliare”, e che il cda del 13 marzo esaminerà il tema.

Tra le ipotesi più verosimili, ci sarebbe quella secondo cui il Banco Popolare potrebbe annunciare un’opa su Italease, anche se difficilmente l’offerta dovrebbe comportare un premio significativo sui corsi, per un successivo delisting. Successivamente, il Banco Popolare procederebbe con un piano di scorporo delle attività di Italease e circa la metà degli attivi in gioco dovrebbe andare alla banca guidata da Pierfrancesco Saviotti, il resto dovrebbe essere suddiviso tra gli altri soci (Bper, Popolare di Sondrio e in alternativa Reale Mutua o Bpm) e una “bad bank“che dovrebbe accorpare i crediti non performanti.

Da segnalare, infine, il commento dell’ex presidente di Banca Italease, Lucio Rondelli, azzerato insieme a tutti i vertici di Banca Italease in seguito all’accertamento della Banca d’Italia dei risvolti penali della gestione dell’ex a.d. Massimo Faenza. Secondo Rondelli, l’eventuale delisting è legato “alle vicende malavitose che voi tutti conoscete” e che “hanno portato a risultati che sapete”, indicando che queste vicende “saranno rese pubbliche per via di quei procedimenti nei confronti del gruppo posti in essere da quei personaggi che hanno utilizzato certi strumenti di lavoro della società non nell’interesse della stessa”.