“Siamo coscienti della situazione di queste aree (i Paesi dell’Europa dell’Est, n.d.r.), ma riteniamo che ci sia un significativo overshooting, un tiro eccessivo”. Anche perché “abbiamo chiuso un anno che in Centro Est Europa è stato ancora molto buono”. Questa è l’analisi, allo stato attuale, di Alessandro Profumo, a.d. di Unicredit Group. Per approfondire meglio questa analisi, andiamo ad osservare da vicino tutte le banche acquisite dai nostri campioni nazionali dell’Europa dell’Est ed in altri paesi del mondo, cominciando da uno di quelli più a rischio dell’intera Unione Europea: l’Ungheria.
La Unicredit Bank Hungary Zrt è una banca universale che fornisce prodotti e servizi alle imprese medie e grandi, e a clienti privati, liberi professionisti e piccole imprese. La tesoreria della Unicredit Bank è tra le tre principali del mercato ungherese. L’istituto ha una posizione leader per quanto concerne il mercato dei mutui ipotecari. Al 31 dicembre 2007, l’istituto poteva contare su 231.000 clienti (il 25% in più rispetto all’anno precedente), 81 filiali aperte e 83 unità totali nel network, 1.583 dipendenti ed un attivo totale di 6,1 miliardi di euro. In sostanza, in termini di volumi è il settimo dell’intera Ungheria. Sempre nel 2007, la Unicredit Bank aveva fatto registrare una crescita del 15% dei profitti al netto delle tasse pari a 22 miliardi di fiorini, all’epoca circa 88 milioni di euro (27,48 miliardi di fiorini prima delle tasse), con una quota di mercato ferma al 6,3%.
Le operazioni di prestito erano cresciute del 30%, arrivando a 4,2 miliardi di euro, con una crescita attesa del 20% nel 2008. Il valore dei depositi era diminuito dell’1%, totalizzando tre miliardi di euro. Era inoltre previsto un aumento del numero degli sportelli fino a 160 entro il 2010. Buoni, sempre al 31 dicembre 2007, gli altri indicatori fondamentali: il Roe si posizionava al 17,16%; il Cost Income Ratio al 50,38%; il Cost Income Ratio senza i costi del rebranding era al 48,34%.
Il Management Board è composto da Mihàly Patai (Chairman and Chief Executive Officer); Bernadett Tàtrai (Deputy Chief Executive Officer, Head of Retail Division); Andràs Kaliszky (Chief Operation Officer, Head of the Global Banking Services Division); Franz Wolfger (Chief Financial Officer, Head of the Finance Division); Balàzs Tòth (Chief Risk Officer, Head of the Risk Management Division). Nel Supervisory Board sono presenti, tra gli altri, Peter Hofbauer (Chairman of the Unicredit Bank Zrt Supervisory Board) e gli italiani Graziano Cameli (Deputy Chairman of the Unicredit Bank Zrt Supervisory Board) e Carlo Marini.
Nel 2008 UniCredit si è guadagnata un posto fra i più importanti marchi ungheresi, vincendo anche il premio “Superbrands 2008“, riconoscimento conquistato in molto meno tempo rispetto ad altri marchi, considerato che il marchio UniCredit è stato infatti presentato solo all’inizio del 2007. Secondo quanto dichiarato da Mihàly Patai, CEO di Unicredit Bank Hungary Zrt, si è trattato di un “rebranding molto morbido, tra i più rapidi della storia ungherese e in quella di Unicredit. In realtà era iniziato già nella metà del 2006 quando l’intero processo era stato preparato, ma messo in atto dal 1° febbraio 2007. Il successo è misurabile dai nostri dati di mercato: nel giro di sei mesi avevamo già superato il livello del brand precedente (HVB), per raggiungere il quale erano serviti anni. Di solito per sei-otto mesi si osserva un calo in tutte le attività bancarie, ma noi siamo riusciti a far crescere gli indici di vendite sia durante che dopo questo periodo. Il nuovo marchio non solo non ha ostacolato la produzione, ma l’ha piuttosto stimolata non solo negli indici di vendite, ma anche nel risultato complessivo. […] Il brand precedente era legato ad un’immagine e a una cultura aziendale (corporate), mentre il marchio Unicredit è e sarà sempre più orientato al settore domestico (retail). Questo ha anche un impatto culturale sull’Ungheria e su tutti i paesi in cui questo brand sarà adottato: l’Ungheria è stata la prima, poi di seguito Slovacchia, Serbia, Slovenia, Repubblica Ceca, Romania, Bulgaria”.

......








