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La Gran Bretagna nazionalizza Lloyds Banking Group

La "fusione per l'inferno" ha fatto la sua vittima: il neonato Lloyds Banking Group, frutto dell'unione tra Hbos e Lloyds TSB, è finito nelle mani dello Stato britannico. Il governo di Londra assicurerà asset tossici per 260 miliardi di sterline e la partecipazione di controllo salirà al 65%. In cambio, LBG si impegnerà a mantenere le sue linee di credito alle imprese inglesi per 28 miliardi di sterline nei prossimi due anni.

La crisi continua a mietere vittime nel sistema bancario inglese. Il governo britannico ha annunciato la nazionalizzazione del Lloyds Banking Group, nato in ottobre dalla fusione forzata della banca Hbos e della Lloyds TSB. Con questa mossa il governo di Londra assicurerà gli asset tossici del gruppo per 260 miliardi di sterline (circa 290 miliardi di euro), facendo salire la quota detenuta dal 43,5% al 65% (77% incluse le azioni speciali). Di contro Lloyds Banking Group si è impegnata a mantenere le sue linee di credito alle imprese inglesi per 28 miliardi di sterline (circa 31 miliardi di euro) nei prossimi due anni. L’esecutivo di Londra aveva concluso a fine febbraio un accordo simile con Royal Bank of Scotland. Per coprire i costi dell’operazione, Lloyds potrebbe emettere nuove azioni. Ma se la manovra non dovesse avere successo, la parte del governo nell’azionariato potrebbe crescere fino al 75%. L’accordo, a quanto scrive il Guardian, metterà sotto alta pressione tutto il gruppo dirigente che starebbbe ipotizzando la possibilità di una dimissione collettiva.

In settembre Lloyds TSB aveva annunciato l’acquisto della Hbos (Halifax-Bank of Scotland) su pressione del governo. All’inizio dell’anno era stata costituita Lloyds Banking Group (Lbg), dalla fusione tra i due istituti, ed aveva già annunciato di prevedere perdite per il 2009, considerato che i due istituti avevano già avuto un 2008 molto difficile. Difatti Lloyds TSB nel 2008 ha registrato un taglio dell’utile del 75% rispetto all’anno precedente, mentre Hbos aveva chiuso con forti perdite, per la prima volta dalla sua nascita nel 2001 (7,58 miliardi di sterline contro l’utile di 3,965 sterline registrato nel 2007).

L’operazione era stata criticata e perentoriamente bocciata dal mercato che, nelle scorse settimane, aveva fatto crollare del 31% le azioni del gruppo, a causa delle forti preoccupazioni circa la possibilità di assorbire le consistenti perdite di Hbos. Lbg aveva anche subito di recente un taglio del rating da parte di Moody’s, in quanto era stato sottolineato che l’elevato livello di esposizione ai rischi di Hbos avrebbe potuto indebolire la redditività del gruppo. Inoltre, diversi analisti avevano messo in evidenza che l’integrazione delle due banche presenta numerose difficoltà operative, arrivando a definirla “la fusione per l’inferno“. Da questo la decisione del governo che spera così di mettere un freno al crollo del gruppo bancario.

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