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Unicredit, rotta sui Tremonti-bond

Dopo il Banco Popolare, anche l'istituto guidato da Alessandro Profumo dovrebbe rompere gli indugi: verso una richiesta di 1,5 mld in Italia e 2,5-3 mld in Austria. Mentre il consensus degli analisti stima un 2008 con utili netti in forte calo.

Unicredit dovrebbe seguire a ruota il Banco Popolare, con una richiesta di un miliardo e mezzo di Tremonti-bond, nella formula mista Tesoro-privati almeno al 30%. Altri 2,5-3 miliardi dovrebbero essere chiesti in Austria, per un totale di 4-4,5 miliardi circa. Nel comitato permanente strategico si sarebbe così delineato il piano di rafforzamento patrimoniale, da approvare (salvo sorprese) nel consiglio di amministrazione di martedì 17 marzo.

Intanto arrivano le prime stime di un consensus di 22 analisti sui conti 2008 dell’istituto. Per UniCredit il 2008 dovrebbe essersi chiuso con un utile netto di pertinenza del Gruppo di 3,775 miliardi, in forte calo dai 5,961 miliardi del 2007. I ricavi consolidati dovrebbero attestarsi a quota 26,774 miliardi (circa 26 miliardi nel 2007). Nel solo quarto trimestre gli analisti prevedono un utile netto di 351 milioni (1,23 miliardi un anno prima) con ricavi per 5,985 miliardi.

Nessuna novità sulla governance dell’istituto e sui rapporti tra le grandi fondazioni. Si ha solo notizia di un incontro nei giorni scorsi tra il presidente di Carimonte Holding, Vincenzo Calandra Buonaura, e il presidente di Cariverona, Paolo Biasi. Ricordiamo che Cariverona era stata protagonista di un clamoroso dietrofront al momento di sottoscrivere il bond cashes per 500 milioni di euro, collocamento andato successivamente a buon fine per l’intervento di altri investitori istituzionali.

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