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Obiettivi e origine di Basilea 2

L'obiettivo di fondo dell'accordo di Basilea 2 è quello di rendere trasparente per il mercato il grado di rischio sopportato da ogni banca e i criteri con cui lo gestisce.

L’obiettivo perseguito da Basilea 2 è quello di accrescere nelle banche e nelle imprese di investimento la sensibilità al rischio, la capacità di gestirlo e di comunicare correttamente al mercato le informazioni su come viene valutato. In altre parole, rendere trasparente per il mercato il grado di rischio sopportato da ogni banca e i criteri con cui lo gestisce.

La prima stesura interlocutoria di Basilea 2 è stata formulata nel gennaio 2001, quando il Comitato di Basilea ha pubblicato “The New Basel Capital Accord“, un documento di consultazione per definire la nuova regolamentazione in materia di requisiti patrimoniali delle banche. Dopo una lunga fase di confronto con le autorità di vigilanza dei vari Paesi ed una serie di indagini quantitative, si è giunti alla ratifica del testo definitivo nel giugno del 2004.

La versione definitiva è stata recepita dalle direttive comunitarie 2006/48/CE e 2006/49/CE, entrate in vigore da luglio dello stesso anno, che ne precisano i campi di applicazione (tutti gli istituti di credito e le imprese di investimento fatti salvi gli istituti centrali e di emissione, i conti correnti postali e, in Italia, la Cassa Depositi e Prestiti). Le direttive sono state recepite nell’ordinamento italiano dal DL 267 del 27 dicembre 2006.

La normativa internazionale ha iniziato ad avere effetto in Italia dal 1° gennaio 2007, anche se è stata concessa un’opzione di rinvio al 1° gennaio 2008. Tuttavia si è trattato di date convenzionali che non hanno visto un’applicazione immediata di tutti gli effetti di legge.

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