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Banca Carige: crescita degli utili consolidati nel primo trimestre 2009

Pur in presenza di un forte aumento delle rettifiche di valore per deterioramento crediti, l'utile netto dei primi tre mesi è risultato in crescita del 23,4% rispetto all'anno precedente. In aumento raccolta diretta e crediti verso la clientela.

Il Consiglio di Amministrazione della Banca Carige Spa ha approvato il resoconto intermedio di gestione dei primi tre mesi 2009, che riportato risultati confortanti. Al 31 marzo 2009 il margine di interesse consolidato ammonta a 191,1 milioni (+6% su marzo 2008, quando il risultato si era attestato sui 180,3 milioni), le commissioni nette crescono a 60 milioni (+1%, dato precedente 59,4 milioni) ed il margine di intermediazione si è attestato a 266,3 milioni (dato precedente 216,4 milioni).

Tenuto conto delle rettifiche di valore nette per il deterioramento di crediti e di altre poste finanziarie (30,2 milioni, queste in netto aumento sino al +63,1%, causa variate condizioni di mercato) e del risultato della gestione assicurativa, il risultato netto della gestione finanziaria e assicurativa si attesta a 231,1 milioni (+21,1%, 190,8 milioni ). I costi operativi sono pari a 156,1 milioni in aumento del 23,6% rispetto a marzo 2008 (126,2 milioni). L’utile dell’operatività corrente al lordo delle imposte si attesta così a 75 milioni (+14,9%). L’utile netto dei primi 3 mesi si è stato pari a 45,1 milioni, in crescita del 23,4% rispetto ai 36,6 milioni del primo trimestre 2008.

Quanto alle principali grandezze patrimoniali, le AFI sono pari a 43.541 milioni, in crescita dell’1% nel trimestre e del 5,4% rispetto a marzo 2008. L’incremento deriva principalmente dalla crescita della raccolta diretta, a 22.445,6 da 19.036,9 milioni, contro una raccolta indiretta in discesa, che si attesta a 21.095,4 da 22.284,9 milioni. I crediti verso clientela raggiungono i 20.751,4 milioni, in crescita del 10,9% nell’anno (18.718,8 milioni). La stima dei coefficienti patrimoniali consolidati calcolati sulla base della metodologia standard di Basilea 2, evidenzia un Core Tier 1 Ratio pari al 6,80%, un Tier 1 Ratio pari al 7,63% e un Total Capital Ratio pari al 9,80%.

Il cda ha proceduto inoltre a nominare i membri elettivi del Comitato Esecutivo, che si aggiungono al Presidente Giovanni Berneschi ed al Vice Presidente Alessandro Scajola (membri di diritto), fissandone la durata della carica fino al 31 ottobre 2010: Piergiorgio Alberti, Remo Angelo Checconi, Luigi Gastaldi, Paolo Cesare Odone e Jean-Marie Paintendre. In relazione al nuovo assetto organizzativo della Banca Carige Spa, il Cda ha nominato Daria Bagnasco quale Dirigente Responsabile della Struttura Pianificazione e Bilancio di Gruppo e Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari.

Commenti dei lettori

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  • INeuropa

    07 Jun 2010 - 11:32 - #1
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    Notizia tratta dal portale Indymedia al link:

    http://piemonte.indymedia.org/article/8988

    “Eredità Maragliano: Giovanni Berneschi & Carige rimarranno in mutande”

    Famiglia Maragliano. Nobile e facoltosissima dinastia genovese di agiati e benestanti possidenti. Autentico sangue blu doc.. Tradotto in venali termini materiali significa appezzamenti di terreni a perdita d’occhio, prestigiosi edifici storici, oggetti/opere d’arte, fondi azionari e obbligazionari, titoli, denari a gogo. Una fortuna sterminata, incalcolabile, valutata in centinaia di milioni (se non miliardi) di euro e/o di palanche dei nostri giorni.

    Loro - i Maragliano d’oggi - sono ricchi sfondati, ma non lo sanno. O perlomeno non ne aveva coscienza. Sapevano ch’erano ricchissimi gli antenati, gli avi. Banca Ca.Ri.Ge. Spa invece era a conoscenza di questo immenso patrimonio. Perché l’ha incamerato nel tempo sin dal lontano 1735, data in cui gli eredi Maragliano hanno cominciato a depositare i loro beni presso la Banca genovese. Pian piano, attraverso le epoche - incredibile ma vero - i discendenti hanno gradualmente perso coscienza di questa colossale fortuna. A Genova interi palazzi portano ancor oggi la sigla dei Maragliano. A loro è pure intitolato un famoso e prestigioso Ospedale, celebre anche l’omonima centralissima via Maragliano. Insomma i Rockfeller sotto la lanterna.

    Gli attuali discendenti dei Maragliano non sapevano d’essere così ricchi ma avevano il sospetto d’esserlo. Perlomeno un tempo lontano. Quel tam tam del passa parola, di padre in figlio che favoleggiava di quell’immensa fortuna (dimenticata) lasciata presso le casse della banca vampira: il Banco di San Giorgio (confluito in Carige). Ci son 1000 modi per dissolvere e fagocitare un patrimonio colossale. Te n’aaccorgi quando vedi quelle strane compravendite, curiose donazioni. discutibili transazioni e atti notarili al limite della decenza (non dimentichiamo che con la storia della banca genovese s’intreccia spesso quella della chiesa e la Curia sempre in agguato).

    C’è anche il sospetto che la vicenda s’incroci con la spy story dell’agente del Sismi (servizio segreto militare) Altana Pietro che attenzionava Banca Carige. Pare che casualmente abbia messo anche lui gli occhi sullo scottante carteggio “Fedecommisseria Maragliano/Carige” (dicono che ne tenesse una copia nella sua cassaforte anche il vecchio Presidente Gianni Dagnino). La leggenda così pian piano prende consistenza. Divenendo certezza. Le voci poi, sapete com’è, ci mettono poco a circolare (Genova è piccola e pettegola).

    Così un giorno, MARIA, un’erede diretto di questa nobile famiglia rompe gli indugi e scrive alla direzione generale di Banca Carige chiedendo a Dracula quanti soldi e/o valori risulta che siano ancora depositati presso la banca genovese da quel lontano 1735. In tre secoli saranno diventati miliardi di euro! (perlomeno).

    La risposta di Giovanni Berneschi (presidente di Banca Carige) è lapidaria e sconcertante: risulta un saldo attivo di 127.522 lire “… la invitiamo a voler segnalare agli eredi la necessità che si presentino presso gli sportelli della suddetta ns. Agenzia muniti del titolo per procedere alla liquidazione del cespite”.

    Un quesito sorge spontaneo al duo B&B: Bancarige & Berneschi. Galantuomini per carità di Dio (che però curiosamente portano la stessa sigla della Banda Bassotti): e le terre, i quadri, le opere d’arte, i titoli, i palazzi, i soldi, gli averi, gli scudi, i genovini, gli zecchini, i talleri, i baiocchi, i ducati, le palanche? Dove sono finiti?.

    Quando lo scopriremo Bancarige & Berneschi rimarranno letteralmente in mutande.

    (pisciaturi & zipeppi)

    Doc. pdf: “Carige_Banca_ vampira”:

    http://piemonte.indymedia.org/attachments/jun2010/carige_maragliano.pdf

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