In parole povere, un incontro al vertice tra giganti della disinformazione: uno dei tanti banchieri responsabili della crisi finanziaria del 2008, abituati a mentire per mestiere, si confessa ad uno dei tanti giornalisti economici, abituati a spacciar fandonie per professione. Ne vien fuori un libro che appassiona per le sue tante versioni improbabili, miranti a vendette personali più che a fornire un contributo all’accertamento della verità. Dario Olivero, nella sua rubrica Bookowski su Repubblica, ne scrive un’ottima recensione:
“L’orrore si può nascondere nei libri meno sospetti così come il thriller meglio costruito può nascondersi nella cosa più semplice: la realtà. Senza fondo (tr.it. G. Zucca, Rizzoli, 17 euro) è la confessione di un banchiere francese a un giornalista. Non si è pentito, non ha restituito un euro, semplicemente si vuole vendicare. L’hanno fatto fuori come capro espiatorio per salvare quella che per tutto il libro chiamerà semplicemente La Banca. Si firma Creso. Oggi non ha nome, forse domani tornerà riciclato ai vertici della finanza mondiale. Di certo, ieri era uno di quelli che abbiamo imparato a chiamare Master of the Universe, i padroni dell’universo.
Una vita alla grande. Villa in Costa azzurra, un orologio da trecentomila euro, nessuna cosa troppo lussuosa da non potersi permettere. Il controllo operativo del ramo trading della banca, compresa la struttura Delta Force One, nome volutamente sarcastico per definire il settore delle giovani promesse mai mantenute, giovani cocainomani e bruciati, quelli del prendi i soldi e scappa e se ti beccano, la banca ti scarica negando ogni responsabilità o rapporto con te. Come l’agente Ethan Hunt in Mission Impossible.
Tutto cominciò con i subprime, tutto cominciò con il leverage, tutto cominciò con l’idea che il concetto di rischio non era più matematico né tanto meno filosofico. Il rischio, semplicemente, non esisteva più. Si negava un fattore congenito nella natura umana e in ogni azione dell’uomo. Il rischio? Basta spalmarlo, basta impacchettarlo, basta sostituirlo, basta venderlo insieme a prodotti salsiccia dove la carne avariata, prima di infettare quella sana avrà cambiato già milioni di mani e chi se la ritrova per ultimo, amen. […]”.
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