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Tramonti bond

Le indiscrezioni dei giorni scorsi si sono rivelate fondate: è arrivato il no definitivo di Unicredit e Intesa-Sanpaolo ai Tremonti-bond. Aumento di capitale ed emissione di strumenti ibridi sono state valutate come meno onerose dei titoli governativi.

Aumento di capitale di quattro miliardi per Unicredit, emissione di strumenti ibridi di un miliardo e mezzo per Intesa-Sanpaolo. Qualunque strada è apparsa meno onerosa e più praticabile dell’oneroso fardello preparato dal Ministro dell’Economia. Nei comunicati emessi in serata, i gruppi guidati da Alessandro Profumo e Corrado Passera hanno diligentemente apprezzato l’azione dei governi per la stabilizzazione del sistema finanziario, ma allo stesso tempo hanno annunciato che i bond governativi non erano di loro gradimento. Di seguito riportiamo la notizia come è stata pubblicata da Il Sole-24 Ore, Unicredit e Intesa rafforzano il capitale senza Tremonti bond, sezione “Notizie finanza e mercati”.

“No di UniCredit ai Tremonti bond e aumento di capitale da 4 miliardi. Risposta di Intesa Sanpaolo: niente Tremonti bond ed emissione di strumenti ibridi per 1,5 miliardi di euro. I board delle due più grandi banche italiane, pur esprimendo apprezzamento per l’azione dei governi nella stabilizzazione del sistema finanziario, hanno confermato in serata le anticipazioni dei giorni scorsi: faranno tutto da sé per procedere al rafforzamento patrimoniale auspicato dalle autorità di vigilanza.

La proposta di aumento di capitale da 4 miliardi del gruppo guidato da Alessandro Profumo prevede l’emissione di azioni ordinarie con godimento regolare da offrirsi in opzione ai soci titolari di azioni ordinarie e a quelli portatori di azioni risparmio. L’assemblea dei soci, che sarà convocata attorno alla metà di novembre, nell’approvare l’aumento, sarà chiamata anche a conferire al cda le facoltà per definire le modalità e i termini dell’aumento, determinando il prezzo e quindi il numero di azioni da emettere.

L’operazione dovrebbe concludersi entro il primo trimestre 2010. Oltre all’aumento di capitale da 4 miliardi, il cda di Unicredit ha deciso di rafforzare la dotazione patrimoniale anche della controllata Unicredit Bank Austria e ha quindi approvato la sottoscrizione di un futuro aumento di capitale da massimi due miliardi di euro che dovrà essere deliberato dalla controllata.

Con l’operazione di aumento di capitale, il cda di Unicredit ha annunciato di avere rinunciato sia ai Tremonti Bond che a strumenti analoghi del ministero delle Finanze austriaco. Tuttavia, in una nota, il cda «ha espresso il suo apprezzamento per l’importante azione svolta dai governi italiano e austriaco che hanno consentito di stabilizzare il sistema finanziario creando le condizioni necessarie per permettere di reperire nuove risorse dal mercato dei capitali». […]”

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