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Scudo fiscale: anche le formiche nel loro piccolo si incazzano

Preparativi per lo scudo fiscale, e San Marino si ribella: "Basta criminalizzare uno Stato intero. Il nero c'è, ma qui crea ricchezza". E come? "Quello che c'è qui da noi è nero in movimento. Entra ed esce dai confini. E' vivo". Appunto: riciclaggio vivo. Un articolo de Il Sole-24Ore, a firma Stefano Elli del 10 ottobre 2009.

Un dirigente di una banca medio piccola di San Marino, intervistato da Il Sole-24Ore, rivela un retroscena alquanto piccante sulle transazioni finanziarie della piccola Repubblica di San Marino: “Guardi il nero a San Marino c’è, è vero. Ma quello che c’è qui da noi è nero in movimento. Entra ed esce dai confini. È vivo. Va ad alimentare l’economia e del sistema locale. Viene reinvestito. È denaro che viene usato, speso: soprattutto in tempi di stretta creditizia”. Nero in movimento, che entra ed esce dai confini. E’ forse la definizione di riciclaggio? Da un articolo di Stefano Elli.

La macchina del rimpatrio si è messa in moto anche a San Marino. In apparenza tutto scorre liscio e i banchieri locali affrontano la questione con molta flemma. Ma sono infastiditi, e molto, dal battage mediatico che circonda la Repubblica e il suo sistema finanziario. Pungolandoli e garantendo loro l’anonimato allentano le briglie della riservatezza e parlano. Ciò che emerge è un disappunto reale.

Uno di loro, alla guida di una banca medio piccola sbotta: «Fonti della Guardia di Finanza hanno stimato l’esatto ammontare delle somme giacenti su conti esteri: 125 miliardi sono in Svizzera, 86 miliardi sono in Lussemburgo, soltanto due sono a San Marino. Detto in percentuale, se queste cifre fossero reali (e non si ha ragione di dubitarne) si tratterebbe dello 0,72% del totale. E per lo 0,72% del totale avete criminalizzato uno Stato, e di fatto violato la sua sovranità? Uno scempio giuridico». Sì, ma il nero resta e l’evasione fiscale in Italia è considerata un reato. «Guardi il nero a San Marino c’è, è vero. Ma quello che c’è qui da noi è nero in movimento. Entra ed esce dai confini. È vivo. Va ad alimentare l’economia e del sistema locale. Viene reinvestito.. È denaro che viene usato, speso: soprattutto in tempi di stretta creditizia. Quello della Svizzera, del Liechtenstein, del Lussemburgo? È denaro ibernato. Bloccato. Non serve all’Italia. Non serve a niente e a nessuno. Tranne alle banche locali che ci accumulano commissioni e a coloro che lo sottraggono per andarselo a contemplare nelle feste comandate. In più, lo ripeto, è lo 0,72% del totale».

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