Bini Smaghi: "La crisi finanziaria: sfide e risposte" - Parte quinta

Testo integrale del discorso tenuto da Lorenzo Bini Smaghi all'Associazione Pianificatori Bancari, tenuto a Firenze il 16 ottobre 2009.

Pubblichiamo la quinta parte del testo integrale del discorso tenuto da Lorenzo Bini Smaghi, membro del Comitato Esecutivo della Bce, all’Associazione Pianificatori Bancari il 16 ottobre 2009 a Firenze. Una riflessione approfondita sulla crisi finanziaria attuale e le sue possibili evoluzioni future.

” […] Il programma di riforma definito dai leader del Gruppo dei Venti prevede inoltre che la portata della regolamentazione sia estesa a tutti i mercati, le istituzioni e gli strumenti finanziari di rilevanza sistemica che in precedenza non erano regolamentati, fra questi: i titoli derivati OTC, gli hedge fund e le agenzie di rating. Se non viene gestita in modo coerente a livello mondiale, l’attività in questi ambiti – essendo a vocazione tipicamente internazionale – comporta un rischio di arbitraggio normativo e di evasione.

Dobbiamo prendere atto con soddisfazione dei rapidi progressi compiuti nell’estendere la portata della regolamentazione. Ad esempio, lo scorso aprile è stato approvato dal Parlamento europeo e dal Consiglio dell’Unione europea un regolamento dell’UE relativo alle agenzie di rating, inteso ad accrescere la trasparenza e a ridurre potenziali conflitti di interesse; in luglio l’amministrazione statunitense ha presentato una proposta legislativa corrispondente. Nello stesso spirito, sulle due sponde dell’Atlantico sono state formulate proposte legislative riguardanti la sorveglianza dei pool di capitali privati, fra cui in particolare gli hedge fund.

E’ ben noto l’intenso dibattito sulla regolamentazione degli hedge fund in Europa. Colgo l’occasione per ribadire il richiamo della BCE a realizzare una regolamentazione coerente e coordinata a livello mondiale. Dal momento che esistono già proposte concrete sia nell’Unione europea sia negli Stati Uniti, ritengo che vi sia l’esigenza e l’opportunità di portare avanti un dialogo tra giurisdizioni per formulare una risposta coordinata a livello internazionale e preservare condizioni di parità concorrenziale.

Terzo, si lavora all’istituzione di un quadro di regolamentazione e vigilanza con un orientamento macroprudenziale. La crisi ha messo in luce l’importanza di una stretta interazione tra vigilanza macro e micro prudenziale per preservare la stabilità finanziaria, poiché la vigilanza micro prudenziale, da sola, non è in grado di valutare appieno i rischi sistemici presenti nei mercati finanziari.

Di recente, la Commissione europea ha proposto l’istituzione di un Comitato europeo per il rischio sistemico (ESRB) al quale affidare la sorveglianza macroprudenziale del sistema finanziario, per prevenire o attenuare i rischi sistemici ed evitare il propagarsi di turbolenze finanziarie. Il Comitato individuerà i rischi potenziali per la stabilità finanziaria, segnalerà i casi significativi e formulerà raccomandazioni su politiche tese a mitigare e a contenere i rischi identificati.

Nello svolgimento dei suoi compiti, il Comitato europeo per il rischio sistemico sarà coadiuvato dal Comitato tecnico consultivo, che permetterà di riunire le competenze e le conoscenze approfondite delle banche centrali nazionali e delle autorità di vigilanza in materia di mercati finanziari. Sarà altresì indispensabile stipulare accordi efficaci per la cooperazione e lo scambio di informazioni tra il Comitato europeo per il rischio sistemico e le nuove autorità europee di vigilanza, come prevedono le proposte legislative della Commissione. […]”

Banca centrale europea
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