Pubblichiamo la sesta parte del testo integrale del discorso tenuto da Lorenzo Bini Smaghi, membro del Comitato Esecutivo della Bce, all’Associazione Pianificatori Bancari il 16 ottobre 2009 a Firenze. Una riflessione approfondita sulla crisi finanziaria attuale e le sue possibili evoluzioni future.
” […] 3) Una risposta mondiale alla crisi finanziaria
La dimensione mondiale della crisi finanziaria ha suscitato una risposta internazionale che presenta caratteristiche inedite.
Come ho già menzionato, nell’autunno del 2008 il Gruppo dei Venti ha assunto un ruolo guida, definendo un programma di riforma delle politiche di regolamentazione e vigilanza. Per la prima volta nella sua storia, il G20 ha concordato un’ampia serie di misure, a cui dovranno dare seguito le autorità nazionali e gli organismi deputati alla definizione degli standard internazionali. Al vertice di Pittsburgh, in settembre, i leader del G20 hanno ribadito l’importanza del coordinamento mondiale e hanno designato il G20 quale principale istanza di coordinamento internazionale.
In secondo luogo, per imprimere maggiore slancio al processo e migliorare la comprensione delle interconnessioni mondiali dei mercati finanziari, è stato attribuito un ruolo centrale al nuovo Comitato per la stabilità finanziaria, a cui ho accennato poc’anzi. Questo organismo gode ora di un fondamento istituzionale più solido e di una partecipazione allargata anche agli altri membri del G20, alla Spagna e alla Commissione europea. In giugno anche il Comitato di Basilea ha rivisto la propria composizione, includendo tutti i paesi del G20, Hong Kong e Singapore.
Il ruolo guida assunto dal G20 nella riforma del quadro di regolamentazione e la composizione allargata del Comitato per la stabilità finanziaria e del Comitato di Basilea stimoleranno un’attuazione adeguata e tempestiva delle riforme, anche in importanti paesi emergenti. Al tempo stesso consentiranno il coordinamento degli sforzi a livello internazionale.
4) Prospettive per il futuro
Il sistema finanziario attraversa una fase di transizione ed è chiaramente difficile formulare previsioni per il futuro. Il sistema bancario mondiale sta riemergendo da un crisi finanziaria che gli ha inflitto gravi perdite in termini di fiducia e di valore. Nel contempo, le iniziative sul piano della regolamentazione cambieranno radicalmente le strutture bancarie e i prodotti finanziari nel prossimo futuro.
È possibile che la crisi finanziaria abbia causato un arresto temporaneo dell’integrazione del settore bancario a livello mondiale. Questo perché le banche potrebbero avere avuto la necessità di concentrarsi sui propri mercati principali e sul risanamento dei bilanci. Inoltre, alcuni piani nazionali di stabilizzazione contemplano misure di sostegno ai creditori (piccole e medie imprese e famiglie), che hanno carattere prettamente nazionale. Tuttavia, quando l’economia registrerà un recupero e il funzionamento dei mercati tornerà alla normalità, ritengo probabile la ripresa dei fattori di lungo periodo che in passato hanno promosso l’integrazione finanziaria.
Le attuali riforme della regolamentazione dovrebbero avere, invece, un effetto più permanente. Le banche, in futuro, dovranno disporre di livelli di patrimonio più elevati (e qualitativamente superiori) e di attività più liquide, affineranno i processi interni di gestione del rischio e presteranno maggiore attenzione alle asimmetrie di scadenza. Infine, i bilanci saranno più trasparenti in relazione alle attività svolte nei mercati dei capitali. […]”.
Banca centrale europea
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